di Marta Mani                                                                                         Pedagogista Clinico ®

L’Uomo cinematico è il prodotto di espressioni corporee mutualmente concretizzatosi in immagini figurazionali geometriche. Ogni movimento dell’uomo è misura ed armonia sia quando egli è in movimento sul proprio asse sia in ogni altra occasione cinematica (der. gr. Κίνημα -ματος «movimento», der. di κινέω «muovere») che descrive la dinamica del movimento stesso, di come le forze impresse dai segmenti corporei generino un movimento e come questi nell’esecuzione di quel movimento si spostano nel tempo e nello spazio con variabili cinematiche relative oltre che agli spostamenti, alla velocità, all’accelerazione del corpo o dei diversi segmenti corporei, alle sinergie, alle sequenze di apertura e chiusura di angoli articolari in movimento espresso con efficacia ed efficienza. La varietà di questo repertorio motorio viene sostenuta da sinergie che attivano diverse modulazioni che conducano la persona a sentire, godere, partecipare il vocabolario di gesti con cui essa si esprime, per poi divenire linguaggio segnico con significato iconico o simbolico. Il senso della geometria nel dare questo valore al corpo si appella ad ogni rappresentazione realizzata con movimenti organizzati nello spazio che divengono occasioni in cui l’uomo nel movimento lascia traccia di sé e definisce assai bene lo sviluppo della catena cinematica. Due sono i metodi scientifici che in Pedagogia Clinica si appellano all’Uomo Cinematico: BonGeste® e Prismograph®.

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