di Guido Pesci
Pedagogista Clinico® 

I Racconti di Sabbia (Tales of Sand®) è un metodo ausiliario in arricchimento al Reflecting® concepito per dare concretezza a momenti traduttori del pensiero. È l’esperienza di un parlare, muovendo la sabbia e penetrando in essa con le mani che si aprono, che consente l’affiorare di una ricca generosità di idee, di pensieri e di importanti riflessioni con disponibilità a conversarle e condividerle in una espansione delle opportunità generatrici di una diversa dinamica.
La persona, sollecitata dalle interazioni con la sabbia, riporta alla mente con maggior successo, ogni valenza di vita vissuta o comunque sentita, ritrova l’anello di congiunzione con le radici lontane, delinea e rende nitide le immagini sfocate, e con ciò può rendersi sempre più disponibile a muoversi nella direzione di significativi rapporti sinergici.
La sabbia, simbolo infinitamente piccolo, richiama con la moltitudine dei granelli la moltitudine degli uomini, cancella e si cancella, copre e si scopre, simbolo di eterna rigenerazione capace di diffondere sensazioni di morbidezza, di plasticità sfuggente. Si tratta di sensazioni che aiutano a conoscere e a conoscersi, ausili tattili che mettono lo spirito in uno stato di disponibilità ai piaceri delle emozioni e dei sentimenti mentre combinano segni e parole o danno forme di sabbia impossibili.
Per effetto della sabbia la persona si libera nella propria creatività e scopre il sé in uno spazio in cui le emozioni possono essere rappresentate strappandole da vincoli che le imprigionano;  sabbia simbolo di eterna rigenerazione in cui i sensi diventano più vigili, i pensieri più limpidi e le esperienze più intense.
La sabbia spinge alla riflessione, regola e indirizza positivamente lo sviluppo del sentimento, il modo di affrontare le cose, di analizzare e interpretare la vita, di vincere gli ostacoli e le contraddizioni, mutandoli in gradini ascendenti su cui muovere verso la conquista di una personalità resistente. Riflettere con l’aiuto della sabbia genera nella persona la spinta alla necessità e al desiderio di conoscenza, ad analizzare una ad una le sostanze che compongono il suo essere e determinano il suo modo di esistere.
Valido ausiliario il Tales of Sand® che ispessendo le occasioni di mediazione, mira a educare all’armonia, a favorire nella persona lo sviluppo della disponibilità e della capacità di raccontarsi, esprimersi, chiarire i rapporti problematici, fronteggiare gli stati conflittivi; destare le energie sopite e rintracciare quella riserva di forze indispensabili a dominare le circostanze di vita, di vivere in modo più consapevole, di rendersi conto delle proprie risorse e di imparare ad impiegarle.
La ricchezza delle stimolazioni ben rappresenta la necessità di una grande preparazione da parte del Pedagogista Clinico per garantire la varietà delle relazioni grazie alle quali la persona può trovare in se stessa le risposte utili e incoraggianti per aprirsi. Nel setting, in uno spazio e un tempo “neutro” le persone hanno la possibilità di seguire un processo  comunicazionale dove è possibile interagire, visualizzare e identificare le diverse dubbiose descrizioni della realtà per gestirle costruttivamente.
Il modo in cui gli stimoli vengono veicolati aiuta le persone a svolgere un’analisi delle diverse cellule, ad elaborare e trovare argomenti per un diverso progetto di vita. Sono stimoli che pungono, incitano, sollecitano, eccitano, rendono attivo e vivo il sentimento di riscatto dalla repressione, per riconoscersi e tornare a proporsi ed esprimersi plasticamente connotando emozioni, bisogni e volontà.
Con il Reflecting® si hanno riferimenti in merito al modo in cui la stasi dell’energia psichica si può risolvere in un progredire verso nuove mete e trovare compiutamente espressione, e coniugare i sentimenti profondi con quel mondo dei valori a cui si conferisce significatività per sé e per gli altri. Si coglie come la vita psichica sarà arricchita e trasformata, come l’esperienza profonda sia a garanzia di un rinnovato ed equilibrato rapporto con la realtà felicemente espresso.
Nel Reflecting® si manifesta l’esigenza di un viaggio dinamico di esplorazione da intraprendere per raggiungere la meta dell’armonia interiore che ci rende persone, si trova il modo di uscire dall’oscurità o di soddisfare quel processo di analisi che consente la riflessione fino alla coscienza di sé, quel percorso durante il quale il soggetto viene aiutato a maturare autonomamente nella propria interiorità che rappresenta un modo di distinguere se stesso da se stesso, di conoscere ogni aspetto dell’universalità che gli appartiene fino a raggiungere il sapere affermativo di sé.
Con questi dinamismi il Pedagogista Clinico® aiuta realmente la persona a conoscersi, a scandagliare ogni piano dell’edificio della propria personalità, ogni momento della sua vita, ogni aspetto di sé, ogni contenuto interiore e sapienziale. Si basa sull’instaurare un clima relazionale positivo, sul costituire, mantenere, difendere e sviluppare contatti costanti di mutua soddisfazione, investendo nella progettualità di una vera relazione di aiuto. È un aiuto che non trascura quel sentirsi, parteciparsi, conoscersi, che affiora ed emerge con fertili flussi come una linfa produttiva, e che permette di far vedere le rovine che la persona ha in sé e intorno a sé, ma che la portano ugualmente a infiammarsi di entusiasmi, a sentirsi padrona di se stessa, orientata verso orizzonti estesi, con nuovi desideri e vitalità.
Il Tales of Sand è un metodo ausiliario del Reflecting che si avvale di uno strumento composto di una cassetta contenente sabbia, di forma rettangolare di legno di dimensioni adatte a far sostare quattro mani adulte senza che debbano toccarsi. È una sabbiera che permette alla persona o alla coppia di parlare muovendo la sabbia e penetrando in essa con le mani, che si muovono e traducono nella sabbia messaggi analogici che non mentono; la sabbia impone di sentire il messaggio, di valutarne gli effetti, di dialogare con la verità, plasmare il pensiero inconscio con il reale cosciente, frenare gli eccessi  e le riluttanze.  Per questo il Metodo Tales of Sand®, se correttamente inserito in un percorso pedagogico clinico, permette di stimolare una riflessione profonda e attivare tutta una serie di funzioni toniche, percettive e socio-affettive.
Sia il metodo che lo strumentario sono nati da un progetto di ricerca che Guido Pesci ha condotto dando prova di quanto la sabbia, elemento dinamico e carezzevole sia in grado di offrire all’uomo, con il muovere le mani, condizioni interattive di piacere nel liberare la propria creatività strappandola da vincoli che la imprigionano, dando voce ad emozioni, sensazioni e vivacità all’efficacia che accompagnano l’esperienza. Le mani nella sabbia aiutano l’uomo a sostare con se stesso, nel suo silenzio e nel rispetto della parola, per non perdersi in mezzo al suo “deserto”, ma per ritrovarsi; una sorta di monitor quindi e di correzione contro parole vuote e chiacchiere prive di senso.
Il Tales of Sand® (Racconti di Sabbia), metodo ausiliario del Reflecting® e perciò del Pedagogista Clinico® , è utilizzato per offrire al singolo o alla coppia questa occasione, muovere e penetrare le mani nella sabbia in un’apposita sabbiera e dare inizio, in questo campo interattivo, alla elaborazione silenziosa della propria invisibile esistenza.
La sabbia evoca silenzio, una condizione di riposo, di tranquillità, aiuta a emancipare sfumature interiori, ad esplorare  ogni dettaglio in modo sempre più ricco e profondo, a fare, sorpresi, un viaggio intimo e personale, un viaggio di scoperta della coscienza e del territorio esistenziale come annunciato dai miti, le leggende e le fiabe, avvertito come rigenerazione. Addentrati nel prototipo deserto della sabbiera, le persone, presenti in uno spazio di silenzio si aprono e ascoltano le reazioni che nascono dentro di sé, che muovono da un luogo all’altro nella loro vita e commuovono. Le mani frenate nei loro movimenti dai poliedrici cristalli di sabbia, incoraggiano prolungati silenzi, generando una disponibilità a riflettere, aperti alle sorprese, con ricca generosità e condivisione. Nel silenzio i pensieri e le emozioni affiorano, l’esperienza si espande, la lettura del diario delle insidie così come di ogni aspetto positivo di sé, nel silenzio del deserto di sabbia si arricchiscono l’attenzione e la consapevolezza, quella che i Tuareg traducono come il mezzo per l’uomo di trovare la sua anima. Le mani si muovono nella sabbiera, spostano i granelli di sabbia che per effetto della vibrazione di volta in volta si accumula nei punti della superficie in cui la vibrazione è nulla, ovvero dove le varie onde si annullano, e muta al variare dello spettro di frequenze vibrazionali, impronte di una danza che con il silenzio lascia che l’identità sia portata in superficie. Tipiche frequenze dei tratti orditori che traducono intenti dichiarativi ed espositivi, aggressivi, concilianti o simpatetici, e che generano informazioni di sé all’altro. Le vibrazioni e le risonanze delle dita e delle mani nella sabbia corrispondono alle rotazioni, alle accelerazioni, agli sprofondamenti e accarezzamenti, ai più diversi dinamismi sostenuti dal formulario analogico che scompongono e animano la sabbia, e che generano l’intenzionalità dichiarativa silenziosa o verbale. Il movimento delle mani e delle dita produce vari tipi di vibrazione e ogni onda vibratoria è tenuta in vita dal movimento che l’ha generata creando forme informi giacché in continua evoluzione e trasformazione. Un dinamismo studiato attraverso la cronofotografia che ha permesso di catturare i tempi e le diverse sfumature elaborative e vibrazionali del linguaggio analogico e il rapporto di conversione di queste con la scansione dei movimenti prodotti dalla disponibilità ad esporre le proprie riflessioni. Argomentare con la sabbia permette di sentire, di essere informato dai propri movimenti traduttori dell’intesa, del dubbio, della negazione con cui confrontarsi e che aiutano a trovare una diversa e più idonea opportunità di scambio, integrata dalla riflessione che disloca dal silenzio i granelli di dubbio, ogni esposizione sensibile e precaria, con prospettive di verità non-verità, descrizioni con regole o sovversioni frenate e ostacolate, per essere o invocate o temute.
Dalla riflessione l’uomo impara il rispetto del tempo e dello spazio che la parola occupa, l’attesa e la negazione di atteggiamenti verbali banali e irresponsabili, il disgusto per un parlare degradato e distratto. Il silenzio che la sabbia postula aiuta ad evitare le chiacchiere impiegate per non dire il vero, a sottrarsi dall’utilizzare un linguaggio centrifugato o parole adoperate per creare schock  sensoriali.
Il Tales of Sand® è per tutto questo, un efficace ausiliario del Reflecting poiché la persona, sollecitata nella riflessione anche dalle interazioni con la sabbia che fanno affiorare alla mente con maggior successo ogni valenza di vita vissuta o comunque sentita, ha la possibilità di ritrovare l’anello di congiunzione con le radici lontane, delineare e rendere nitide le immagini sfocate, e con ciò rendersi sempre più disponibile a muoversi nella direzione di significativi rapporti sinergici.
La persona sosta davanti ad uno spazio in cui le mani e le dita si muovono nella sabbia, e nel silenzio rimandano il godimento dei piaceri degli stimoli tattili, delle sensazioni e delle vibrazioni che si fondono nel dinamismo tra pensiero e azione, tra tensioni e fluidità fino a generare uno stato di equilibrio e armonia. In questo dinamismo armonioso il corpo si libera da tensioni frenanti e inibenti, e i gesti, realizzati nel contatto con i granelli di sabbia, lasciano spontaneamente tracce figurali che divengono immagini. Sono figurazioni delle espressioni cinetiche che hanno variazioni di effetto modificato dal ritmo motorio del gesto, dalle diverse velocità, dai differenti toni, ora rallentati, ora forti, ora lanciati, continui e spezzati, correlati al dinamismo respiratorio. Si tratta di dissociazioni e coordinazioni dei gesti che si esprimono suffragati dall’osservazione, libere espressioni grafiche, manipolatorie scultoree, ognuna con strutturazioni e organizzazioni di un proprio linguaggio espressivo silenzioso del vivere e del sentire emotivamente la realtà.
Manipolare la sabbia determina l’esperienza del qui ed ora, di un spazio tempo toccato, percepito, reale e concreto ma potenzialmente intimo, profondo, radicato, e nel silenzio tutto riconduce alla riflessione, alla disponibilità dichiarativa che perfino fa parlare il silenzio e che si rompe per dare spazio al linguaggio dichiarativo verbale; è un processo evolutivo di emancipazione che, proprio sull’eco del silenzio, chiede pronunciamenti di particolare nutrimento. Le mani, al pari dell’evoluzione del linguaggio del bambino che vede una progressiva espansione come dai primi vocalizzi alla lallazione, dalle prime parole legate all’oggetto alle parole con funzione simbolica, si muovono con maggiore esposizione, divengono quindi sempre più abili in una magia motoria e sensoriale incoraggiata dalla disponibilità cinestetica, tonica e funzionale. Si sviluppa sempre più la gestualità, le mani giocano, imitano e parlano con incentivate capacità di astrazione e di simbolizzazione, si traducono in produzioni della ”mano e dello spirito” che originano selezioni ricreative suffragate da diverse esposizioni e generi creativi, evitando di sostare nell’oscura passività
Il Tales of  Sand® è stato validato dalla sperimentazione dando ampia prova di quanto la sabbia sia un elemento dal potere generoso ed accogliente e quanto questo consente alla persona che interagisce con essa, una espansione della disponibilità a riflettere, favorita specie dal silenzio “dinamico”.

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