di Guido Pesci
Pedagogista Clinico®

Professionisti laureati in diverse discipline, animati dal desiderio di combattere ogni forma di emarginazione e di promuovere un mutamento sociale, hanno costituito il primo nucleo del Movimento dei Pedagogisti Clinici. Uniti da idee simili e contigue nel pensiero e nell’azione, questi professionisti − medici, pedagogisti, sociologi, filosofi, psicologi, insegnanti – si sono impegnati per dare forma e identità ad una nuova scienza, la Pedagogia Clinica e alla nuova professione di Pedagogista Clinico®.
Questa scienza e questa professione si sono sviluppate grazie al contributo offerto fin da allora dalla ricerca e dalla sperimentazione condotta dagli associati per garantire soluzioni indispensabili all’educazione della persona, considerata primordiale e fondamentale cellula sociale.
I membri del Movimento si sono distinti per l’entusiasmo con cui hanno contribuito all’elevazione scientifica e professionale della disciplina. Tutti con multiforme ricchezza disciplinare, desiderosi di cambiare la coscienza costruttiva con nuove regole morali e sociali, capaci di oltrepassare i confini delle singole discipline per soddisfare l’esigenza transdisciplinare.
Questi professionisti erano mossi da un profondo senso di solidarietà umana e ben indirizzati al vasto ambito dei bisogni della persona di ogni età, a sostegno di una società rivolta ad innalzare i livelli di democrazia. Impegni affidati alla pluralità delle competenze, per una pratica educativa del concreto, positivamente creativa, sostenuti dal confronto costruttivo delle diverse anime disciplinari, contro i parassiti schemi tradizionali e i criteri del separatismo e dell’assistenzialismo.
Nella prospettiva di un cambiamento sociale e di un nuovo approccio al sapere scientifico e socio-culturale, ogni laureato ha offerto e continua ad offrire con determinazione il proprio contributo allo statuto scientifico della Pedagogia Clinica per un assetto epistemologico definito e una nuova e più corretta prassi educativa. L’impegno costante è sostenere e garantire alla persona il successo del proprio sviluppo individuale e sociale.
Così orientati, i pedagogisti clinici, professionisti laureati, ordinistici e non ordinistici, hanno soddisfatto, attraverso uno studio dinamico complesso, l’esigenza di selezionare un lessico con significati specifici, al fine di definire con la massima precisione possibile i fenomeni che rientrano nell’ambito della Pedagogia Clinica e di evitare approssimazioni. I lemmi sono stati raccolti nel Dizionario di Pedagogia Clinica, edito dalla Casa editrice Armando (2022).
Al di là dei lemmi, pur importanti per un sistema, un particolare interesse è stato rivolto alla ricerca e alla sperimentazione, caratterizzati dalla necessità di individuare validi principi per un solido quadro concettuale di contenuti scientifici coesi e di esperienze concrete, indispensabili per strutturare e ordinare metodi propri e distintivi della professione di Pedagogista Clinico®.
Tale procedimento ha richiesto una ricerca e una sperimentazione che si occupassero dei molteplici aspetti che compongono o costituiscono il metodo, le tecniche e gli strumentari. Si tratta di un complesso di conoscenze sperimentali idonee per superare i limiti e i confini, rivolgendosi alle potenzialità di sviluppo e di evoluzione della persona, di ogni sua componente fisica e psichica, di ogni espansione emozionale e affettiva e orientamento interpersonale.
La coralità transdisciplinare nella strutturazione della nuova scienza e nella formulazione di metodi e strumentari ha portato a osservazioni e sperimentazioni accurate, allo studio e all’interpretazione di fenomeni e alla creazione di nuove conoscenze in diversi settori disciplinari. Queste attività sono state condotte con l’abilità di analizzare, valorizzare e saper utilizzare tali conoscenze in modo proficuo. Un impegno comune serio e costante, animato da un’intesa convergente, accreditato da un’elaborazione cooperativa che ha permesso di assurgere a significativi ed efficaci contenuti che hanno alimentato e distinto la scienza.
Studi e ricerche sono stati indirizzati alla Globalità sistemica e hanno dimostrato che le esperienze trovano concretezza ed espressione attraverso le risposte mediate dal corpo e dai pensieri dichiarati con espressioni verbali, adatte per trovare conferme sostenute da reazioni emotive intense, assorbite e imposte da pensieri positivi.
Le Forme informi sono state oggetto di sperimentazione; le esperienze che utilizzano immagini adatte a stimolare in modo graduale elaborazioni mentali creative si sono rivelate utili a mettere ordine nelle situazioni della realtà e nelle idee.
La ricerca sulle Polarizzazioni, atti comunicativi, ha confermato la validità nell’utilizzo del dinamismo e dell’orientamento del gesto e dei loro differenti valori simbolici espressi dalla localizzazione topologica delle polarità.
Un aspetto oggetto di notevole approfondimento è stata l’Immaginazione creativa, rivolta a favorire la relazione attraverso l’immaginario. Racconti le cui visualizzazioni, nel rispondere ai desideri della persona, le offrono un ventaglio di verificate opportunità per assumere un nuovo controllo e nuove abilità distributive di sé stessa.
L’arricchimento della scienza è giunto anche dallo studio dell’Uomo cinematico , connesso ad una libera ed armonica coreografia sostenuta da movimenti espressi in sequenze che conciliano memoria e coordinazione, che rende capaci di vivere in sintonia con il proprio corpo. L’Uomo Cinematico si caratterizza così per essere favorito da abilità organizzativo-motorie, respiratorie e ritmiche, adatte ad un movimento completo, continuo e armonico.
Altre ricerche rivolte alla Cromaticità, alla semeiotica del senso cromatico, hanno permesso di comprendere quanto le diverse vibrazioni cromatiche siano capaci di influire sul comportamento, sull’energia, sullo stato generale e sulle esigenze particolari di ogni persona e di utilizzarle in una molteplicità di occasioni.
E pure l’Arte è stata studiata per apprendere come energizzare la forza generatrice di entusiasmi e di piaceri e come aiutare la persona a guardare oltre la finestra aperta sul mondo e definire, attraverso l’attività creativa, stimoli ed emozioni.
Sono stati approfonditi gli effetti della Mobilizzazione passiva, una regolazione tonico-muscolare allo scopo di assumere posture diverse e, in ciascuna di esse, rintracciare un piacevole equilibrio.
Complesse e impegnative sono state le esperienze sperimentali tese a definire e scoprire il Punto Egoico, “punto” che concede alla persona l’opportunità di ritrovarsi, di riconoscersi e di sentirsi rappresentata da esso. La scoperta del Punto Egoico ha permesso di valorizzare grandi opportunità operative, in linea con una nuova concezione dinamica, per il recupero di abilità organizzativo-corporee, un corretto dinamismo respiratorio e una maggiore abilità organizzativo-cinetica del gesto.
La sperimentazione non ha tralasciato l’utile ricerca sulle Fantasmagorie, le immagini che colpiscono vivamente la fantasia; spettacoli vivaci che rendono la mente attiva, fervida di tessiture che, per la loro energia, per le emozioni e i sentimenti che suscitano nella persona, interessano le implicazioni perfezionanti e maturanti della sfera affettivo-volitiva.
Lo spirito collaborativo dei colleghi è stato di valido aiuto anche nell’individuare e verificare la validità delle esperienze tratte dall’Esplorazione corporea, che, strutturata su esperienze conoscitive sollecitate dall’espressione verbale e tonematica e dalla funzione immaginativa di simbolizzazione, è utile nel favorire la calma, la tranquillità emotiva, la distensione muscolare, e “leggere” le difese e le resistenze.
Non sono mancati impegni per dare significato alle Connotazioni associativo simboliche attraverso le quali sono stati dimostrati i diversi valori simbolici espressi dalla localizzazione topologica e dalle associazioni che possono essere stabilite per ciascuna parola, evitando la tendenza al semplice uso letterale. Tante parole da utilizzare con un approccio dinamico, offrendo l’opportunità di analizzare il proprio percorso di vita, riconoscere e mettere in discussione l’idea che ognuno può avere di sé, cercare una comprensione nuova e individuare un cambiamento di direzione.
L’attenzione è stata rivolta anche al Codice Gestuale Corporeo, che comprende la molteplicità dei lanci raccolti sulle coordinate rappresentate dall’asse corporeo e dalla linea orizzontale che lo incrocia all’altezza delle spalle; una vasta gamma di rappresentazioni che consentono al soggetto, liberato da ogni impaccio frenante o inibitorio, di organizzarsi armonicamente.
La ricerca ha inoltre dimostrato che a Socrate il concetto di persona non interessa; per lui non è importante la sofferenza personale, ma aeree speculazioni filosofiche che non mirano a un sostegno concreto dell’individuo, sono logoi fondati sull’astrazione, sul chiedere per chiedere, rivolti alla “scoperta” del concetto tramite il ragionamento induttivo.
Da questi presupposti, anni di ricerca hanno dato vita alla Nuova Maieutica, formulata dai pedagogisti clinici e ben definita in aiuto alla persona. Un aiuto a conoscersi, a scandagliare ogni piano dell’edificio della propria personalità, ogni momento della sua vita, ogni aspetto di sé, ogni contenuto interiore e sapienziale.
Il valore di uno studio tenace ha favorito la Fiaba, a cui è stata riconosciuta la capacità di attivare l’energia archetipica posta al servizio dell’evoluzione e della trasformazione, portando in superficie modelli adeguati alle capacità potenziali della persona. Da questa ricerca è emerso che incoraggiare la fantasia immaginativa significa offrire al soggetto l’opportunità di affrontare la sua realtà interiore, di muovere verso il superamento dei suoi disagi e di facilitare l’affermazione progressiva della sua personalità.
La sperimentazione dei Movimenti passivi, realizzati con una mobilizzazione ritmica e monotona, ne ha riconosciuto l’utilità nel liberare la persona da ogni stratificazione sedimentaria tensionale e nel riconquistare la calma psicofisica, condizione preliminare per una presa di coscienza del proprio corpo, una piacevole ricerca di Sé e una diversa capacità di relazione con gli altri.
Da tempo la Pedagogia Clinica si avvaleva della palla per offrire al corpo sollecitazioni pressorie e tattili. Tale sperimentazione ha portato alla Palla VibroCromatica, strumento idoneo a far riscoprire all’individuo la propria somaticità, liberandolo dalla repressione e facendogli acquisire un maggiore controllo, nonché la conoscenza del proprio schema corporeo.
Esperienze contrattive e decontrattive muscolari hanno trovato conferme della loro efficacia nel favorire connotazioni dello schema corporeo, comprese le parti del corpo “dimenticate”, il dinamismo respiratorio e l’equilibrio energetico-affettivo.
Per aiutare la persona a ritrovare la volontà, la determinazione e il desiderio di vivere la vita con entusiasmo, per facilitare l’affermazione progressiva di sé, ci siamo avvalsi di racconti affrescati da imagos che sviluppano effetti positivi, soluzioni per soddisfare i propri bisogni; impronte orientate alla soddisfazione delle speranze di raggiungere mutazioni assai significative.
Sono state condotte anche ricerche sulle Esperienze labirintiche, nei cui meandri trova espressione l’intrico della vita. In tutte quelle situazioni in cui è facile entrare, ma è difficile uscire, la persona divenuta stratega e tattica, impara a tollerare le incertezze, a riflettere con senso critico, a sfruttare in modo dinamico tutte le idee e le possibilità che le vengono offerte nel trovare la soluzione.
I Dinamismi figurativi costituiscono un altro tassello importante; rappresentano una figuratività dinamica che crea forme di pensiero costruttivo-creative e simbolico-immaginative senza l’intrusione della parola, messaggi scenici, rappresentazioni grafiche che consentono di catturare l’attenzione ed elaborare personali risposte.
Per liberare la persona dalle tensioni e superare le difficoltà che deformano e alterano il dialogo percettivo e il rapporto complessivo con l’ambiente circostante, si è dimostrata di valido aiuto la Mobilizzazione esplorativa sollecitata dall’espressione verbale e tonematica che aiuta, per mezzo della funzione immaginativa di simbolizzazione, a pensare e ripercorrere il proprio corpo e, esplorando le fluttuazioni del tono muscolare, a “leggere” le difese e le resistenze, dischiudendolo a nuovi canali di comunicazione.
La ricerca scientifica non ha mancato neppure di sperimentare la Sabbia e i risultati dell’esperienza, del parlare muovendo la sabbia e penetrando in essa con le mani, sono stati sorprendenti, rivelando un ricco affiorare di pensieri e di utili riflessioni. Una menzione particolare va alla Riflessione, in merito alla quale la ricerca e la sperimentazione hanno richiesto più tavoli di confronto con prove sostanziate da principi e modalità con cui sollecitare l’individuo a riflettere su di sé e trovare nelle risorse personali le risposte per innalzare l’edificio della propria personalità, promuovere lo sviluppo di abilità e disponibilità e raggiungere nuovi equilibri.
Tra le tante altre le scoperte, quella sul Dialogo sistemico percettivo e affettivo, con i suoi dinamismi impressivo-dichiarativi affidati ai dinamismi sonoro-verbali e ai dinamismi cinestetici, che offrono l’opportunità alla persona di conversare con sé stessa; una conversazione che, nel rispetto dell’ottica sistemica, vede coinvolti tutti i sistemi organizzativi e referenziali, corporei e affettivo-emozionali.
Un fermento nella ricerca lo hanno prodotto le Espressioni Dichiarative, sostenute da contributi verbali espressi con diversi engrammi notificatori, programmati e attuati con dinamismi motori, ritmici e spazio-temporali, soddisfatti dal rispetto della frequenza respiratoria, l’adeguatezza nell’aggiustamento posturale e l’equilibrio, nonché da ogni loro intreccio con la consapevolezza del Sé, l’affettività e la socialità.
Le tecniche si sono dimostrate capaci di offrire alla persona l’occasione di raggiungere e assimilare nuovi equilibri, una diversa immagine di sé e maggiori abilità nelle performance; elementi fondamentali per lo stato di fiducia, l’emotività e l’inter-individualità.
Un elenco, seppur incompleto, questo, di ciò che è emerso dal contributo alla radicazione della Pedagogia Clinica, offerto da professionisti laureati, ordinistici e non ordinistici che, per reale passione, per vero amore nei confronti della scienza, si sono dimostrati abili nel soddisfare con il loro status transdisciplinare, tante scoperte scientifiche.

errore: Contenuto protetto !!