di Luca Fabbri
Pedagogista Clinico®

A cinquant’anni dalla sua nascita, la Pedagogia Clinica ha dimostrato di essere scienza autonoma, con un proprio statuto epistemologico, corredato non solo da metodi e strumenti propri ma anche da un linguaggio specifico e distintivo. Ciononostante si riscontra da parte di alcuni studiosi, professionisti, docenti universitari ancora un ricorso a lemmi che la stessa scienza reputa non appropriati. L’inadeguatezza di certi usi non si fonda sul fatto che queste locuzioni siano presenti e utilizzate in altri campi scientifici bensì per la loro portata semantica, che secondo il professor Guido Pesci – ma non solo– allontana e discosta in modo importante dall’autenticità della scienza in questione. Perciò non è possibile chiudere la questione tout court, senza ulteriori specificazioni e chiarimenti, utilizzando in modo indistinto le parole, dato il fatto che esse hanno un peso. Pertanto nei successivi paragrafi si sono sostanziate le ragioni di una scelta della Pedagogia Clinica rispetto alla terminologia anche in campo semantico.
Il Pedagogista Clinico®, consapevole del valore della parola, dei suoi significati semantici più profondi, del suo valore caleidoscopico e conscio dell’influenza che essa ha sulla persona, ha strutturato nel tempo un patrimonio espressivo di voci, segni e lemmi di un nuovo vocabolario ricco e distintivo. Necessità  di un glossario proprio che ha portato il professor Guido Pesci e la professoressa Mani – Pedagogisti Clinici– nel loro lavoro di ricerca presso il Centro Kromos e in seno all’Istituto Superiore di Formazione, Aggiornamento e Ricerca (ISFAR) a redigere un “Dizionario di Pedagogia Clinica ” che dopo essere stato edito da ISFAR ha visto essere pubblicato dalla casa editrice Armando nel 2022. Rinveniamo in tale opera tutto il valore espresso da una scienza che anche in tal modo si afferma e fa conoscere la propria epistemologia, i propri confini, il distinguo trandisciplinare.
Un lavoro, questo sul linguaggio specifico, che è sottoposto a continua riflessione e verifica e che – come si coglie dagli scritti prodotti dai vari pedagogisti clinici dell’Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici (ANPEC), in primis Guido Pesci – non nasce da una espistemologia in fieri, incerta, ancora da strutturarsi; bensì nell’ottica di dare risposte sempre più confacenti alle sollecitazioni che la società e le persone pongono alla Pedagogia Clinica.
Proprio siffatta consapevolezza e acquisizione scientifica portano alla continua riflessione sul proprio lemmario; una metariflessione che nasce dalla metaconsapevolezza che ogni parola apre ad infinità di mondi, di richiami ed è fondamentale comprendere se nell’evoluzione della scienza e nel suo rapportarsi alle altre discipline e alla società il proprio vocabolario mantenga la massima esattezza possibile relativamente ai fenomeni afferenti al proprio settore scientifico. Un modus operandi che abbiamo rinvenuto dai nostri studi non essere a difesa di parcellizzazioni del sapere, né in chiave atomistica della realtà anzi, all’opposto, in chiara assonanza alla visione globale della persona e in risposta ai suoi bisogni educativi, in chiave pedagogico clinica.
Le riflessioni sui lemmi hanno portato, nel tempo, la Pedagogia Clinica a interrogarsi su quanti di questi – esistenti e utilizzati – fossero inadeguati, inesatti o aprissero a confusioni intellettuali, così da far chiarezza ed evitare terminologie che incidono – o potrebbero incidere – negativamente e procedere con la loro sostituzione, con nuove proposte (Pesci & Mani, 2021, pp. 134-136), risignificando i termini o sostanziando con maggior forza e chiarezza i distinguo e le specificità. Nuove voci a volte frutto di ricerche complesse, evoluzioni che non hanno avuto lo scopo di confondere o complicare la scienza rendendola esoterica, riservata ad un gruppo di adepti scelti; tutt’altro, l’intento affermato dal professor Pesci e dalla professoressa Mani è stato quello di rendere chiaro questo sapere attraverso un lemmario trandisciplinare che fosse ἐπιϕάνεια, che ne di-sveli il diverso impiego e renda chiari i principi e i valori.I lemmi nuovi o innovativi, propri di questa sapienza, sono stati adottati a seguito dello studio scientifico portato avanti da Guido Pesci e dai tanti Pedagogisti Clinici, di cui non abbiamo rinvenuto nessun atto volto a misconoscere il processo epistemologico,bensì un cercare di trovare anche nel lemmario quel termine che in maniera più consona esprimesse tutta la potenzialità in atto.

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