Pedagogia Clinica. Il corredo narrativo

 

di Marta Mani
Pedagogista Clinico®

La ricerca storico-scientifica per avere una conoscenza più definita sul corredo narrativo ci ha imposto di fermarsi sull’enorme patrimonio  di testi magici e mitologici, i racconti, le leggende e le poesie degli egizi, la poesia orale greca interpretata già intorno al 1300 a.C. dai cantastorie (aèdi) e dai rapsodi (cucitori di canti) che, aiutati dal ritmo dei versi imparavano a memoria le narrazioni e le recitavano nelle piazze accompagnandosi con la cetra, celebrando così le vicende  più significative del passato, sul valore dell’esistenza, il carattere dell’uomo, i suoi difetti e le sue virtù, poesie che hanno trovato posto più tardi nel libro “Le favole” di Esopo (n. 620 a.C.), e il patrimonio della mitologia. Dell’epopea latina le favole che abbiamo tenute presenti sono quelle ad opera del  poeta latino Flavio Aviano (IV-V sec. a.C.) e di Gaio Giulio Fedro (sec. I), in obbligo fermati sugli scritti in versi dell’Eneide del grande poeta latino Publio Vergilio Marone, espressione di sentimenti e di affetti propri di una spiritualità raffinata e complessa, affascinante per la ricchezza di fantasia e per il valore educativo. Periodo in cui non mancarono poeti che scrissero Satire e Epistole, e che cantavano l’amore, l’amicizia, la sincerità, la simpatia, l’equilibrio e l’indulgenza verso gli altri. Altro interessante poeta latino che abbiamo approfondito è stato Publio Ovidio Nasone per le sue opere dal potere di dilettare ed educare. La ricerca storico-scientifica ha trovato le condizioni per gloriare i piaceri, il fascino dell’ascolto dei poemi, dei racconti, delle novelle e delle fiabe, e, giunti all’anno zero con Cristo, si è estesa nella riflessione sapienziale dei Vangeli.  Quel precetto che ci giunge da essi, azione educatrice che non richiede eloquenza e abilità di docenza, ma la funzione di maestro di vita, abile nel produrre preziose occasioni di far apprendere senza insegnare. Maestro che non consiglia mai atteggiamenti coloristici, non predica rassegnazione, ma aiuta l’uomo a rintracciare una forte intensità affettiva e qualità ai rapporti sociali. Il rispetto della persona in tutta la sua realtà; persona che pensa, ama, lavora, testimone delle sue origini e delle sue condizioni esistenziali per rappresentare il suo Io più intimo. La ricerca si è spinta comunque oltre l’”anno uno” ed ha potuto confermare e definire l’influsso sull’azione educatrice espressa con la pittura e la scultura, i racconti, le poesie mitologiche, le leggende, i proverbi, le parabole, le fiabe, le favole.

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