di Guido Pesci
Pedagogista Clinico®

La ricerca condotta dal Movimento dei Pedagogisti Clinici ci ha favorevolmente introdotto nei processi della Pedagogia Fantasmagorica degli Egizi, un grande corredo narrativo sviluppatosi dal III millennio a.C. all’epoca greco-romana. Dall’Egitto antico ci giungono testi magici e mitologici, fantastiche narrazioni sui fenomeni della natura, sulle origini degli uomini e del mondo. L’origine del mondo viene attribuita ad una divinità suprema identificata nel Cielo, nel Sole e nella Luce. A tale Divinità, considerata maschile si accoppia spesso una Divinità femminile, identificata nella terra e nella Luna. Nella mitologia egiziana, dio supremo è il Sole, con triplice nome, Horus al suo sorgere, che ha la sua ipostasi nel falco, Ra nel suo fulgore meridiano, spesso rappresentato simbolicamente con un occhio (l’occhio di Ra), Osiride nel suo tramonto (dio della morte e dell’oltretomba). Esso s’accoppia con Iside, divinità lunare ed è in perpetua lotta con Set, dio delle tenebre, alternando vittorie e sconfitte corrispondenti all’avvicendarsi dei giorni e delle notti. In Egitto accanto alle narrative che si rifacevano a un’antica tradizione orale, ai testi mitologici, ai racconti, alle poesie e alle leggende, si trovano i Libri sapenziali, testi di saggezza che contengono insegnamenti etici; in particolare nel 2400 a.C. circa, l’opera del Visir Ptahhotep, che illustra con i sui detti proverbiali come l’istruzione dei giovani dovesse basarsi sull’obbedienza, la fedeltà nello svolgimento dei propri doveri, la capacità di mantenere il silenzio quando necessario, sul principio della virtù, umiltà, moderazione, veridicità e bontà; descrizioni ideali di come la persona dovrebbe saper stare in relazione agli altri.
Nel Medio Regno (1987 a.C. e il 1780 a.C.) la Pedagogia Fantasmagorica egizia trova un naturale sviluppo nei racconti fantastici e satirici sulle diverse attività dell’uomo, processo educativo che ha la sostanza formale del processo artistico, ciò si rintraccia in un classico che tratta le storie di Sinuhe, un’invenzione fantastica su trama biografica in cui non manca l’odissea della fuga, la descrizione paesaggistica, i duelli che richiamano la lotta di Davide e Golia, del suo ritorno in patria. È tuttavia nel Nuovo Regno che la Pedagogia Fantasmagorica trova la sua massima espansione con il poema Qadesc, incentrato sulle battaglie di Ramessen II contro gli ittiti (1294 a. C.), con le opere didascaliche il cui assunto era che il corretto pensare e il giusto agire portassero al successo terreno, con le opere poetiche di soggetto amoroso e i racconti mitici sulle lotte fra Horus e Seth e sulla distruzione apocalittica dell’umanità, e canzoni cantate da arpisti che esaltano il vivere quotidiano e raccomandano l’allegria. Narrazioni che avviano a sviluppare la coscienza immaginifica, evolversi per meglio orientarsi alla soddisfazione delle speranze, con effetti mutazionali significativi.

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