di Guido Pesci                                                                                                    Pedagogista Clinico ®

La misurazione è un procedimento che si consolida convenzionalmente nell’ottenere la descrizione quantitativa, il valore numerico del rapporto tra la grandezza incognita e quella omogenea scelta come unità di misura; un limite esatto da cui scaturisce un criterio di giudizio.                                                                                                                          La Pedagogia Clinica, da sempre si è caratterizzata e distinta perché contraria ad ogni metodo di studio  quantitativo, ad ogni concezione dello sviluppo che si limita a una descrizione negativa, alla concezione puramente aritmetica dell’insufficienza secondo cui domina il più facile metodo delle cifre e delle misure affidate ai test, come se la molteplicità dei fenomeni fosse compresa unicamente sullo schema più-meno; in opposizione ad ogni modalità di misurazione che si basa su un principio fenomenologico che conduce inevitabilmente a stabilire dei rapporti falsi, a un orientamento erroneo, a travisare la realtà e i rapporti che si trovano alla sua base, identificandoli con sintomi.                                                                                                                              Da sempre la Pedagogia Clinica ha affidato il compito principale dello studio della persona all’evoluzione dello sviluppo e delle leggi che lo regolano e a individuare ciò che caratterizza la difficoltà e la struttura interna della personalità determinata da esso. In alternativa alle misurazioni la Pedagogia Clinica sostenuta dal principio che la persona va studiata non solo come fenomeno organogenetico, ma come soggetto sociale, giungendo così a conoscere ogni suo aspetto sociogenetico e psicogenetico si impegna a sperimentare, osservare, analizzare, scomporre, descrivere e determinare, ma tutto qualitativamente.

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