di Guido Pesci
Pedagogista Clinico®

L’uomo stesso è il compasso, con i suoi piedi come punta fissante al suolo anziché sul foglio o sul piano della lavagna e che muovendosi realizza ogni geometria, figure bellissime e complesse descrittive di ogni suo movimento. Ciò trova significato nel fatto che proporzione e misura, tempo e spazio risiedono nell’Uomo Geometrico e ne danno specifica prova. Il suo moto circolare sull’asse perpendicolare alla base di appoggio (longitudinale) gli permette di figurare i principi della geometria, confermata dalla dinamica dei piani anatomici, linee che permettono di descrivere i movimenti e le posizioni del corpo ruotante. In senso proprio, un intero giro compiuto dal corpo intorno al proprio asse, con un movimento di flessione per cui un segmento tende a formare con un altro un angolo sempre più acuto, di estensione per cui un segmento tende a disporsi sullo stesso piano dell’altro, di abduzione, allontanamento dal piano mediale del corpo, di adduzione, avvicinamento al piano mediale del corpo e di rotazione come movimento compiuto da un segmento intorno al proprio asse principale. La rotazione attorno al proprio asse non sottrae dal considerare il ruolo del sistema vestibolare, muoversi ed esplorare a 360° l’ambiente, con finalità di percepire nell’ambiente punti di riferimento attivando la funzione senso motoria per una codificazione elettrica dei segnali sensoriali e motori, la programmazione di un atto motorio, armonico, coordinato, finalisticamente conseguente. A ciò si aggiungono le finalità vestibolari che vedono entrare in gioco ed elaborare strategie motorie armoniche (coordinazione), movimenti della testa e/o del corpo con i movimenti degli occhi al fine di mantenere distinta la visione foveale, la contrazione dei muscoli antigravitari paravertebrali e estensori degli arti inferiori e forza di gravità; coordinazioni e orientamento che richiedono l’adeguata percezione della posizione del corpo nello spazio e della geometria (forma) corporea, esplorazione e orientamento che richiedono l’adeguata integrazione delle informazioni sensoriali, visive, uditive, propriocettive. Si tratta di attività espressive intense condotte dalla persona, pienamente in sintonia con il suo corpo, guidata dal piacere di sentirsi presente, connessa in una libera coreografia sostenuta dall’armonia dei movimenti espressi in sequenze che conciliano piacere, memoria e coordinazione. All’uomo compasso è permesso di realizzare figurazioni geometriche nel rispetto delle proporzioni, su piani o tavoli inclinati o in tre dimensioni rispettando valori geometrici, ma l’esperienza condotta in induttiva ed analitica osservazione e riproduzione dei fenomeni obbliga ad aprirsi a figurazioni offerte dall’uomo con il proprio corpo in ogni dinamismo cinetico gestuale nello spazio riconoscendogli il significato e il destino di una geometria con prospettive rivelatrici che più di una novità sono la risposta ad un approfondito studio su sfondi diversi di pensiero. Se ogni figurazione è tratta dall’uomo in movimento, perfino il compasso, strumento a cui la geometria deve tanto per le infinite composizioni che offre con i punti di intersezione tra assi e circonferenze, cerchi, linee curve o archi, misurazioni di distanze e dimensioni, lascia il posto a figurazioni geometriche rappresentate dall’Uomo Compasso.

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