di Gerardo Pistillo
Pedagogista Clinico®

La tesi di fondo del presente lavoro è che l’adozione del termine “Educazione” nella denominazione dell’attuale “Ministero dell’Istruzione” rifletterebbe, sotto il profilo pedagogico, una scelta di maggiore responsabilità nei termini di una più ampia e adeguata rappresentatività del fascio di azioni volte a garantire la crescita armonica non solo dei bambini, ma anche degli adolescenti, degli adulti e degli anziani. Ed è in tale direzione che, ormai da decenni, si caratterizza l’impegno dell’ANPEC, l’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Clinici, fondata a Firenze il 16 aprile 1997 ed erede diretta del Movimento dei Pedagogisti Clinici da cui nel 1974 nascerà, animata dal fermento di un rinnovato sapere scientifico e socio-culturale, la nuova scienza educativa a cui Guido Pesci, padre fondatore, darà il nome di Pedagogia Clinica. Rilevanza ha assunto inoltre, in tale direzione, l’impegno dell’ISFAR-Istituto Superiore di Formazione, Aggiornamento e Ricerca, fondato a Firenze nel 1996 e titolare della “Scuola Internazionale di Pedagogia Clinica”. A tal proposito, emblematico, tra i vari altri scritti specifici è il passo di Guido Pesci e Marta Mani contenuto nella “Prefazione” dell’opera Scuola che cambia (2011), in cui per l’appunto si legge: «Una società organizzata ha l’obbligo di assicurare una scuola in cui l’educazione sia considerata il bene più prezioso» (p. 11). Per vincere tale sfida, bisognerebbe quindi far sì che in ogni ordine e grado l’insegnante acquisisca «un’arte educativa idonea ad aiutare l’allievo ad apprendere in un clima di cooperazione » (p. 11) e ad offrire a tutti la possibilità «di scoprire e di ritrovare in se stessi le energie e le abilità necessarie da impegnare per conoscere e apprendere» (p. 12). La Pedagogia Clinica – che, svincolata dal “sanitario” (Galasso, 2006; Mani, 2020) e aperta all’interdisciplinarità– si fa dunque promotrice, a partire da una più adeguata definizione dei setting educativi, di una scuola attiva, che diventi luogo di scambio, di condivisione e di soddisfazione (Pesci, Mani, 2019).A proposito ci avvince l’argomento fondativo dell’intera riflessione di Dewey:
“il soggetto-nel-suo-ambiente sia dunque il costruttore attivo del proprio-fare-esperienza”. A venirci in aiuto in tale direzione è il filosofo Hans Georg Gadamer (1900-2002), i cui assunti ci consentono di saldare il giro di riflessioni.
Nel testo Erziehung ist sich erziehen (2000), edito a seguito della conferenza tenuta, nel 1999, presso il Dietrich-Bonhoeffer-Gymnasium di Eppelheim, il filosofo tedesco pone lo studioso di fronte al senso più alto del termine Bildung, traducibile, in linea di continuità con quanto espresso dal termine greco παιδεία, come “cultura”, “educazione”, “formazione”. Prima di decadere ed essere utilizzato nel XIX secolo per far riferimento all’educazione formale-istituzionale, tale nozione viene riportata in auge tra XVIII e XIX secolo da Karl Wilhelm von Humboldt (1767-1835), il quale, nel raccogliere l’eredità di A.A.C. Shaftesbury, e sulla scorta delle suggestioni offerte da J. Gottfried Herder, J. Wolfgang Goethe, J.C. Friedrich Schiller, G. W. Friedrich Hegel, ecc. perviene all’idea di un’umanità plasmatrice che conferisce forma a se stessa e di una materia vivente che possiede in sé un “impulso formativo” (Mosio, 1993). Derivato del sostantivo tedesco Bild – “immagine” – il termine Bildung esprime dunque la tensione costitutiva dell’esser umano alla cura di sé attraverso le attività dell’“educare” (erziehen) e del “formare” (bilden). Appare dunque chiaro come lo stesso concetto implichi in primis un riferimento al formarsi – di una idea del sé – dell’essere umano attraverso l’esperienza vissuta (Erlebnisse) all’interno di una determinata Stimmung. Vi è tuttavia un punto nodale su cui è necessario focalizzare l’attenzione nel momento in cui si considera, in senso deweyano, l’educazione – l’educarsi nella reciprocità – come processo dialogico basato sulla ricostruzione e sull’elaborazione profonda dell’esperienza. Il verbo formare, riferibile, in quanto transitivo, al formare l’altro e all’essere formato dall’altro, a differenza del verbo educare, sarebbe da ritenersi, dal punto di vista pedagogico, non utilizzabile. Al contrario, formarsi può essere invece utilizzato, analogamente al verbo educarsi, per far riferimento all’azione riflessiva che il discente compie su di sé e, al contempo, per riferirsi ad un fenomeno che, più o meno volontariamente, “nasce nel soggetto” e “ricade su di esso”. La Bildung, pertanto, implica sempre il sich bilden – l’autoformazione –, richiedendo con ciò una Erziehung riconducibile al sich erziehen, vale a dire la mediazione – auto-educativa e auto-maieutica – di un soggetto-in-formazione che ri-sorge e ri-emerge nel suo plasmar-si (Gadamer, 2000). È in tale ottica –in sintonia con lo spirito più profondo che da sempre anima la Pedagogia Clinica, scienza sperimentale ed evoluta che indaga e rinnova i mezzi per aiutare l’uomo nella conquista della propria libertà (Pesci, Mani, 2020) – che assume senso la valenza clinica di un’azione pedagogica plasticamente protesa, nella reciprocità maieutica che caratterizza ogni relazione educativa, verso la profondità dell’animo umano; in cui il senso più autentico del continuo “ri-prendersi per mano” tra educatore e educando (Pistillo, 2020) magistralmente risuona nei vivi versi di Dante Alighieri (1265-1321): «E poi che la sua mano a la mia puose/con lieto volto, ond’io mi confortai,/mi mise dentro a le segrete cose» (Inferno, Canto III, vv. 19-21).

Bibliografia
Gadamer, H. G. (2000). Erziehung ist sich erziehen. Heidelberg: Kurpfälzischer Verlag.
Galasso, E. (2006). Gli albori della pedagogia clinica. Riv.Pedagogia clinica-Pedagogisti clinici,14, VII, 13-14.
Mani, M. (2020). Intervista al Prof. Edo Bonistalli. ANPEC Blog (reperibile in https://clinicalpedagogy.com/intervista-al prof-edo-bonistalli/).
Mosio, F. (1993). Bildung. Enciclopedia di Filosofia (pp. 115-16). Milano: Garzanti.
Pesci, G., Mani, M. (2011). Prefazione. In Iid. (Eds.). Scuola che Cambia. Roma: Edizioni MAGI.

error: Contenuto protetto !!