di Marta Mani
Pedagogista Clinico®

La Pedagogia Clinica ha radici nell’esigenza, fin dall’epoca storica degli anni ‘60, di far luce e affrontare i tristi problemi dell’emarginazione della persona invilita e ostacolata nella propria evoluzione e soffocata da un’azione umana concentrata sull’egoismo, studiare l’aiuto da offrirle per fronteggiare le sofferenze che frenano e impediscano la promozione di una identità positiva, garanzia di una vita associata, inclusiva. Tanti i pervasivi flagelli che hanno ispirato e indotto a definire il sapere scientifico della Pedagogia Clinica necessario per dare risposta alle diverse esigenze educative: servizi sociali in aiuto alla famiglia, alternative al mito della malattia mentale, ai lager per bambini handicappati o certificati anormali, ad una scuola generalmente nel caos, una università sostenuta dai baroni delle cattedre cristallizzata dall’impermeabilità e poco affine ai mutamenti, docenti a cui il Movimento Studentesco attribuisce perfino la definizione di “cani da guardia del sistema”.
Questo il terreno socio-politico-culturale italiano su cui negli anni ’60 ha posto impronte la Pedagogia Clinica, depositaria della necessità di aiutare la persona, contro ogni collusione e conformismo, un passato in cui intellettuali, docenti e professionisti laureati in diverse discipline, igne iuguntur pari (uniti dallo stesso fuoco) si sono impegnati a individuare e promuovere un nuovo corredo educativo antagonista ad ogni formulario responsabile delle condizioni emarginanti. Un Gruppo di Cultura fiorentino che ha aiutato a far accrescere le competenze e le conoscenze e a far confluire un sicuro sapere su ogni aspetto socio-educativo ed orientato a dare alla persona dignità, garantirle il successo del proprio sviluppo individuale e sociale; aiutare con modalità educative tutti i mutilati delle possibilità di crescere, di diventare uomini come gli altri capaci di libertà e di amore.
Al Gruppo, uniti dallo stesso fuoco hanno partecipato illustri uomini di scienza e di cultura impegnati a difendere il valore di una diversa qualità della vita, promotori di costanti lotte condotte con grande fervore e impegno sociale, vigili nel coniugare gli ideali in opere e azioni e concretizzare nei fatti i valori della solidarietà. Il sodalizio socio-politico e culturale accoglieva la compagnia di Giorgio La Pira, padre Ernesto Balducci e padre Arnaldo Nesti, Nicola Pistelli, Don Mario Lupori, Adriano Milani Comparetti, Giuseppe Talamucci, Giovanni Lombardi, Edo Bonistalli, Anna Pesci, solo per citarne alcuni tra i più noti. Tutti occupati nel caldo delle lotte per una società più giusta e una vita comunitaria più ricca e stimolante, accalorati dal desiderio di offrire alla persona nuove attenzioni educative e nuovi rispetti.

error: Contenuto protetto !!