di Luca Fabbri
Pedagogista Clinico®

Nel saggio Pedagogia Clinica. Autenticità di una scienza, Armando editore, emerge chiaro come la Pedagogia Clinica – in distinguo dalle pedagogie cliniche – sia l’unica scienza di una educazione che si pone quale processo fermentativo della persona, affinché questa possa affrontare con consapevolezza e coscienza le nuove situazioni che gli si presentano nell’arco della vita.
La ricerca ha messo in evidenza come soltanto la Pedagogia Clinica abbia una connotazione evolutiva, un significato dinamico, indipendente dall’età delle persone, mentre nelle altre pedagogie cliniche si riscontra una predilezione per la fascia legata alla scolarità o eventualmente alle famiglie escludendo l’adulto – se non nella condizione di genitore – e l’anziano. Inoltre, nelle pedagogie cliniche gli interventi sono quasi sempre legati a “sanare” deficit o disturbi negli ambiti degli apprendimenti e del comportamento mentre gli interventi della Pedagogia Clinica – proprio grazie al suo vasto strumentario – sono rivolti alla globalità dell’individuo e a diversificati disagi. Ennesimo aspetto da non scordare è la visione della persona nella sua totalità, concetto che raramente è stato pervenuto nelle pedagogie cliniche. Un tutto che per la Pedagogia Clinica non si esaurisce nell’individualità del soggetto bensì si completa in pienezza attraverso la relazione Io-Tu, difatti i flagelli emarginanti la persona vengono da questa scienza fronteggiati non solo favorendo un’identità positiva ma anche nel sostenere e facilitare la promozione di cellula sociale, un sociale inclusivo da espandere in opposizione ad ogni emarginazione, in antitesi e contrasto rispetto a qualsiasi condizione escludente, disumanizzante e segregante la persona.
Aspetto mancante nelle varie pedagogie cliniche che affrontano la questione esclusivamente dal punto di vista di singolarità, dimenticandosi il principio ontologico della coralità, sostanziale nel processo educativo di aiuto alla persona.
Nel saggio si pone l’accento anche sull’agire del professionista formato in questa scienza, il Pedagogista Clinico®, il quale accompagna la persona verso il suo cambiamento, la conquista di nuovi equilibri attivando e valorizzando potenzialità e abilità, con un approccio rispettoso dell’individuo che da se stesso, per se stesso e in se stesso trova le risorse.
In distinguo le altre pedagogie cliniche, ancorate alla maieutica socratica, operano con imposizioni, inchieste, invadenza nei confronti della persona. Infine, mentre nella Pedagogia Clinica vi è il carattere di una epistemologia educativa, dove l’intervento di aiuto non assume l’aspetto correttivo-curativo né quello di un fare pedagogico tout court, i fautori delle varie pedagogie cliniche considerano le loro realtà come specializzazioni della pedagogia generale o speciale o come le professionalizzazioni della pedagogia, esclusivamente un “fare” pedagogico. Aspetto che non riguarda solo l’intervento ma tutta la relazione pedagogico clinica che è simpatetica per la Pedagogia Clinica e mira, fin dal momento conoscitivo, a verifica le cosiddette PAD Potenzialità, Abilità e Disponibilità nonché le aree di “educabilità” della persona in un’ottica di conoscenza globale e non le negatività da correggere, eliminare come nelle pedagogie cliniche che agiscono permanendo nelle definizioni classificatorie.
Nel saggio emerge inoltre un ulteriore elemento di biasimo legato al termine “clinico” che seppur utilizzato da tutti nel suo senso di cura (to care) e quindi con pertinenza, soltanto nella Pedagogia Clinica incarna il focus di aiuto alla persona di tipo educativo laddove nelle pedagogie cliniche si coglie sempre un forte orientamento all’esame, alla cura, alla ricerca del deficit.
A conclusione nel saggio appare chiaro come il sapere fondato nel 1974 dal prof. Guido Pesci sia l’unica realtà con gli attributi di scienza e che l’unica possibilità per formarsi in siffatta sapienza corrisponde alla Scuola Internazionale di Pedagogia Clinica presso l’ISFAR. Esclusivamente in tale formazione è possibile acquisire i principi e l’epistemologia di questa scienza così come i rispettivi metodi, metodologie e tecniche che abilitano alla professione di Pedagogista Clinico®, afferente all’Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici (ANPEC). Tale sottolineatura è soltanto a garanzia della persona che si rivolge ad un professionista il cui focus è l’aiuto alla persona e che, utilizzando tale dicitura, palesa un riferimento ad una epistemiologia ben precisa e ben definita.

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