di Marta Mani
Pedagogista Clinico®

Per Guido Pesci l’aggettivo “clinica” in affiancamento al sostantivo “pedagogia” o “pedagogista” rappresenta il focus della Pedagogia Clinica poiché inteso come aiuto alla persona; una scienza rivolta a soddisfare con impegni educativi e positivamente creativi il vasto ambito dei bisogni, indispensabili al rafforzamento delle capacità individuali della persona e al progresso culturale e sociale. È un momento documentato di notevole interesse e trasformazione, si situa in ciò un importante cambiamento, il passaggio al concetto di Persona in relazione con il mondo alla quale le vengono riconosciute le caratteristiche qualitative che la designano nella sua unicità e globalità, e che Guido Pesci definisce “Cellula sociale”, in quanto unità fondamentale del complesso delle relazioni che si stabiliscono tra le persone e che compongono la società (forze produttive, rapporti di produzione, rapporti giuridici, struttura di classe, ecc.), quelle singole componenti che, se aiutate a conquistare un loro rispettivo equilibrio potranno creare ogni presupposto per vivere il multiforme sistema di ruoli intrinsecamente in equilibrio, ed evitare che l’emarginazione si ripercuota inevitabilmente in tutto il sistema socio-politico e culturale. Per la Pedagogia Clinica quindi la Persona è la vitale e funzionale cellula della società a cui devono essere riconosciuti i diritti propri di una primordiale e fondamentale parte, componente costitutivo sociale preminente. L’aiuto alla persona emarginata, invilita e ostacolata nella propria evoluzione e soffocata da azioni concentrate sull’egoismo, trova nella Pedagogia Clinica l’obbligo a promuovere condotte educative positive per sviluppare disponibilità relazionali efficaci e generare impulsi capaci di compensazione sociale.
L’impegno della Pedagogia Clinica compendia così il concetto di inclusione e muove sull’esigenza di promuovere un nuovo corredo educativo che prevede azioni per favorire lo sviluppo complessivo della Persona a partire dalle sue potenzialità che, riconosciute, è orientata ad affinarle e a svilupparne l’efficacia con un’operazione di soggettivazione i cui valori siano soddisfatti dalla stima di sé e dei propri bisogni sociali. È una persona antagonista di ogni egoismo, consapevole dell’importanza di non essere eterodiretta ma autonoma e impegnata a battersi contro ogni ingiustizia, pregiudizi e disparità sociali. Qui si sente la struttura del nuovo pensiero che porta con sé la Pedagogia Clinica, sostenuta da una cultura del cambiamento, da un tumulto scientifico e innovativo, poiché si è prefissata e si prefigge di favorire interventi convenienti per un reale aiuto personalizzato e appropriato alle specifiche esigenze e adatto a migliorare le condizioni dell’aspetto primario della vita sociale, realizzabile con metodi capaci di risolvere questioni e problemi che rendono difficile il vivere serenamente, con efficaci strategie idonee ad aprire un ponte tra le potenzialità, le mille risorse, le reali possibilità, le difficoltà, fino a far sviluppare, migliorare e fare emergere le abilità, le capacità e le disponibilità. Scienza la Pedagogia Clinica che individua nell’educazione della persona ogni opportunità di risveglio affinché possa stare bene con se stessa tanto da agire come forza attiva nel gruppo sociale con positività impegnata a modificare e migliorare la propria realtà. Perciò la Pedagogia Clinica chiede la presenza e il protagonismo della persona entro un coerente quadro della vita associata, culminante con premiata convinzione che il miglior modo per raggiungere la propria felicità consiste nell’assicurarla a sé e agli altri; persona, protagonista di vita, contro ogni passiva accettazione e cieco conformismo a norme morali e sociali emarginanti.
Nata da un processo di analisi e da una attività di ricerca per definire con coerenza e prove certe l’esistenza di condotte socio-educative e culturali ostacolanti l’equilibrio e l’inclusione sociale della persona, la Pedagogia Clinica abbraccia i problemi che nascono nei diversi dinamismi in cui la persona stessa si esprime, offrendole quel ricco flusso di contributi teorici e di aiuti educativi tratti da contributi interdisciplinari che evitano di limitarsi in risposte specifiche o settoriali, di soffrire le interferenze di altre discipline, o ancor meno di spostarsi a mezza strada tra le diverse scienze.  Per garantire alla Persona, unità fondamentale di ogni organismo sociale, un vero e autentico aiuto adatto a sviluppare nuove abilità e disponibilità, la Pedagogia Clinica ha inteso promuovere, attraverso la ricerca e la sperimentazione, consistenti metodologie e un ricchissimo ventaglio di caratterizzati metodi e tecniche che consentono di mettere in opera multiformi contributi capaci di soddisfare esigenze attuali ed emergenti. Chi opera questa professione con queste raggiunte capacità è il Pedagogista Clinico che, abile osservatore prima dei fenomeni degli anni ’60, che confermavano come la società fosse orientata ai criteri del separatismo e dell’assistenzialismo, e mosso dopo dalla prospettiva di un mutamento sociale e da un nuovo modo di sapere scientifico e socio-culturale, si è da sempre impegnato nel perseguire il principio di uguaglianza senza distinzione.
L’aiuto alla persona sostanziato dall’aggettivo clinica è base del concetto di educazione che costituisce l’essenza della Pedagogia Clinica congiunta saldamente alla professione di Pedagogista Clinico, e lo statuto scientifico sia della scienza che della professione è determinato dall’elaborazione epistemologica in base ai criteri della cultura contemporanea che ne ha riconosciuto i fondamenti, la natura e la validità di questo sapere, oltre che dalla riflessione condotta all’interno della stessa disciplina, generatrice di importanti chiarificazioni e di una nuova e più corretta prassi educativa.
Scienza e professione aspirano perciò a risolvere i problemi che hanno uno stretto legame con la vita reale, guardano all’uomo nella sua globalità, espressione delle innumerevoli facce prismatiche riunite nel territorio della realtà dell’universo relazionale e base dei rapporti umani, che accompagnano verso la libertà personale considerata la parte più intima e più nobile. Sono principi base assai distintivi che spingono ad esigere una società più giusta e una vita comunitaria più ricca e stimolante, vivacizzata da una fucina di nuovi valori pregni di rispetti riservati. Perciò il Pedagogista Clinico, nel dare inizio ad un percorso culturale, scientifico e professionale ha voluto caratterizzarsi per passione e impegno nel garantire alla persona il successo del proprio sviluppo individuale e sociale, e dare al mito dell’Io certezze di espansione in un sociale inclusivo.

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