di Olga Piemontese
Pedagogista Clinico®

Ho incontrato Sara per la prima volta a dicembre del 2021. Il primo giorno che si è presentata al mio studio, l’ho trovata una persona semplice, un po’ sulle sue, ma piacevole e disponibile. Il suo modo di narrare, anche se investito di precipitosità, era ironico e assai coinvolgente e con uno spiccato senso descrittivo, se pur poco fluido e diversificato nei termini, mi è comunque parsa immediatamente una qualità incoraggiante.Con spontaneità e sostenute dalle tecniche in orientamento al Reflecting®, abbiamo potuto sostare sulle particolarità del suo vissuto attraverso l’Analisi Storico Personale. Madre di tre figli, sposata da 38 anni, terza di tre sorelle in una famiglia medio sociale, ma che nel suo paese nativo spiccava quasi come altolocata, si narra come soggetto di una vita fatta di scelte degli altri, partendo da quelle del padre, che l’hanno portata a rinunciare ai suoi sogni, alla formazione che ambiva e all’amore per l’insegnamento, “costringendola” a intraprendere studi e un lavoro che non le appartenevano.
Si è poi sposata con un “uomo troppo lontano dalla sua cultura”, ma che come le muse di Ulisse, la incantò con le sue dolci origini greche, portandola silenziosamente a lasciare il lavoro che il padre le aveva garantito, per poi trasferirsi prima a Pescara, poi a Firenze, seguendo poi per Zante, per tornare di nuovo a Firenze. Strade dove non che lei non avesse voce in capitolo, ma che l’avevano vista incapace di sapersi dichiarare nei propri pensieri, o anche soltanto forte di tenacia per poter esprimere il proprio desiderio. Una vita di rinunce e silenzi, un sostare nella temporalità che lei dichiara “una vita in cui mi sono finita la tiroide a forza di ingoiare”.
L’obiettivo è stato fin dal principio quello di porre le basi per una relazione rivolta alla valorizzazione della soggettività. L’intervento pedagogico clinico è stato la richiesta che Sara ha definito: il primo passo che l’ha vista prendere su di sé la responsabilità di un’azione rivolta a se stessa.
Sara è arrivata al tavolo di cristallo con un bagaglio assai pesante; una valigia piena di rinunce e sacrifici personali che per tutto il suo percorso l’avevano vista quasi come attrice non protagonista della sua vita. Si è presentata con scarsa autostima e molte insicurezze, con un tono di fondo dissonante e una respirazione disarmonica che contribuiva, ed era protagonista al contempo, di una precipitosità espositiva, questo la portava a dichiararsi verbalmente con inciampi e vuoti mnestici che non le permettevano di organizzare un eloquio limpido, ricco di parole e armonico se pur nel desiderio di esprimersi e attivando modalità coinvolgenti attraverso la descrizione dettagliata e ripresa più volte.
Alzando il telefono, fissando un appuntamento con me e percorrendo la strada di questo cammino, Sara compì un primo passo per riconquistarsi un posto per sé.
La verifica delle Potenzialità Abilità e Disponibilità (PAD) ha permesso di conoscere Sara nelle sue interazioni, di avanzare verso una lettura polisemica delle sue dichiarazioni personali e prendere in considerazione i più svariati aspetti significativi delle sue disponibilità al fine di poter accedere ad una linea di azione che andasse a sostenere la sua globalità favorendo quindi opportunità di espansione seguendo un criterio progressivo nelle proposte e adeguato all’evoluzione personale.
Il primo obiettivo è stato quello di accompagnarla nella dichiarazione di sé, evidenziandola nei punti di forza, nei progressi, nelle scelte, senza direzionarla, ma sostenendola nel perseguimento di equilibri, in modo da divenire se stessa nel basilare rapporto col suo mondo.
L’auto-narrazione, l’ascolto di sé, l’incontro con se stessi, è un cammino arduo, meravigliosamente arduo. È un progetto che si sceglie di disegnare pur consapevoli che le personali revisioni saranno costanti, le modifiche autoprodotte saranno periodicamente soggette ad ogni singola parola o non parola “detta”.
Di pari passo ai disparati momenti riflessivi sostenuti dal Metodo Reflecting®, e dall’ausilio del Metodo Tales of Sand®, si sono affiancati momenti dialogico corporei attingendo alle tecniche prima del Metodo Touch Ball® per poi passare, con attenzione alle disponibilità della signora, alle tecniche del Body Work® , scelta tesa a stimolare una propriocezione del sé corporeo che le ha permesso nel tempo di acquisire sicurezza, riprendere fiato e formarsi nella personale singolarità e nel rispetto del proprio tempo. Tali metodi hanno visto un valido affiancamento nel contributo offerto dalla Pedagogia Fantasmagorica®, attingendo da esperienze di imagos, visualizzazioni creative a sostegno di uno sviluppo della coscienza immaginifica attraverso effetti positivi per soddisfare i propri bisogni.
La cura in educazione, come il labirinto di Teseo – per utilizzare una metafora che mi pare calzante in questa storia – è qualcosa di molto complesso: apre al rischio di perdersi, impone un percorso di ricerca, prevede un cammino assai poco dichiarato, ricco di svolte e inversioni di marcia, ma anche di paure che si trovano ad essere insite nell’ambiguità e scivolosità dell’esistenza umana. Ecco che tra lo strumentario proposto, si è fatto avanti il metodo LabyrintWay® che attraverso proposte dapprima spontanee, di esplorazione e rinforzo, ha segnato metaforicamente l’intricato percorso di Sara accompagnandola nel riconoscimento della sua presenza su questo itinerario. Nelle esperienze in dinamica, sostenuta dalle differenti tecniche, in impegno costante nel mostrarsi verso il desiderio di piacevolezza e l’incontro di nuove abilità, Sara ha raggiunto equilibri e armonie che le permettono migliori disponibilità relazionali, dove è andata raggiungendo plasticità e piacere nel destreggiarsi nel mondo, dichiarandosi in nuove esperienze che oggi la vedono coinvolta in una scuola di teatro e in disponibilità agli altri partecipando ad associazionismi e incontri offerti sul territorio per supportare la comunità locale. Nuove opportunità, che si è concessa per il soddisfacimento delle proprie piacevolezze che finalmente sceglie di voler perseguire con piena autonomia e libertà espressiva.

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