di Giulia Fantoni*, Chiara Sciarri*
*Pedagogista Clinico®

 

Lo sportello di ascolto pedagogico clinico attivo da tempo all’interno di una scuola primaria del nostro territorio e la fiducia instaurata con il personale scolastico ci ha permesso di elaborare e realizzare nel periodo post pandemico, un progetto specifico.
Questo mirava all’osservazione dell’intero gruppo classe, all’ascolto delle necessità, bisogni di alunni e insegnanti.
La richiesta di attivare un sostegno espressa dal gruppo docenti, derivava oltre che dalle difficoltà relazionali, educative e didattiche delle classi, da situazioni singole complesse che i docenti non riuscivano più a sostenere.
Già dai primi incontri con gli insegnanti appariva un clima di tensione e di sconforto dato dall’esaurimento delle risorse di ognuno di loro. Era evidente la necessità di un intervento esterno che potesse fornire nuovi strumenti e nuove strategie.

Progetto
L’ingresso nella scuola elementare rappresenta un’esperienza importante e delicata per il bambino: sono richieste competenze motorie, percettive, sociali, emotive e cognitive per vivere un’esperienza strutturata come questa.
A differenza della scuola materna, il bambino è chiamato ad eseguire prestazioni cognitive sofisticate che richiedono sforzo attentivo, correttezza di esecuzione, discriminazione visiva, coordinazione visuo-spaziale, oltre a presupporre una relazione non conflittuale con i pari e con le figure di riferimento, una regolazione delle proprie emozioni e un controllo degli impulsi. Nella scuola elementare, i bambini acquisiscono le cosiddette “abilità strumentali”; si tratta di competenze di base, che tuttavia alcuni bambini hanno difficoltà ad imparare, sia per motivi neurologici, sia per il concorso di fattori emotivi innescati dalla nuova realtà scolastica, di fattori motivazionali, sociali e percettivi. La pandemia e la mancanza di frequenza scolastica hanno reso più difficile, per alcuni bambini, acquisire i prerequisiti necessari per l’ingresso alla primaria e le adeguate modalità di relazione e interazione tra pari. La riduzione dei contatti sociali, degli affetti più cari ha avuto un impatto importante sui bambini che non si ferma solo al valore dell’amicizia, ma anche a quei rapporti che permettono al bambino di sviluppare collaborazione e fiducia negli altri, tutti passi importanti verso lo sviluppo della propria personalità, passi che in questo preciso momento storico sono stati interrotti da una pandemia mondiale. A oltre due anni dall’evento pandemico, sono molti i bambini che stanno affrontando difficoltà emotive, relazionali e sociali.
Solitudine, emarginazione e paura ci insegnano quanto sia serio e rilevante il bisogno di socializzazione; processo fondamentale attraverso il quale il bambino apprende norme, valori, linguaggi, credenze e altri modelli di pensiero della società in cui vive. L’attuale frangente storico, ha stravolto le nostre relazioni, rimettere al centro la serenità e il benessere dei bambini, è il principale obiettivo del progetto osservando, valutando e ripensando la responsabilità educativa alla luce dei cambiamenti apportati dalla pandemia. Pare quindi necessario trovare il modo di offrire a ricucire relazioni, agire in maniera coordinata e con una solida rete di alleanze. L’ascolto ed il rispetto reciproco inoltre sono regole fondamentali per la crescita ed il benessere di ciascun bambino.
Obiettivi generali e risultati attesi
L’intervento è stato rivolto ai bambini delle classi prime e seconde della scuola primaria. Il progetto ha preso forma con un’iniziale osservazione dei bambini delle prime classi, dove emergeva dal gruppo docenti un’imminente bisogno di supporto. Grazie all’instaurarsi di fiducia e collaborazione reciproca è stato possibile modulare interventi mirati alle esigenze del gruppo classe, osservare insieme alle docenti le necessità sulle quali intervenire e gli aspetti positivi sui quali far leva.
L’osservazione è stata utilizzata come metodo di indagine per raccogliere le informazioni necessarie in modo completo e globale.
Questo ci ha permesso di conoscere ed acquisire una maggiore consapevolezza dei comportamenti, atteggiamenti e dinamiche all’interno della classe.  
L’osservazione delle capacità relazionali e le modalità comunicative tra il gruppo classe e i docenti è stata attuata in un’ottica di crescita e di confronto per poter così rispondere in modo efficace ed esaustivo alle dinamiche complesse che possono verificarsi all’interno di una classe. 
Le ore sono quindi state divise in più mattine in modo da riuscire a cogliere tutti gli aspetti che caratterizzano la didattica quotidiana a partire dall’arrivo ed accoglienza degli alunni, alla ricreazione come importante fotografia sulla socializzazione, fino all’uscita da scuola. È pertanto emerso quanto le difficoltà di apprendimento, situazioni personali, familiari ed individuali di ogni singolo alunno, possano modificare l’equilibrio del gruppo.
In alcuni bambini emergono difficoltà nel rispetto delle regole, dell’organizzazione didattica e di tempi di lavoro richiesti nonché nella mancanza dei prerequisiti fondamentali per un efficace apprendimento.
La complessità quindi di ogni classe rende difficile il lavoro dell’insegnante nel rispondere in modo obiettivo ed esaustivo ai bisogni di ciascun bambino.
Le finalità di supporto e di confronto con le insegnanti, sono state messe in atto durante le ore di osservazione stabilite, il feedback è stato attuato sia in itinere che al termine del progetto stesso. Questo ci ha chiesto un tempo di lavoro e di preparazione prima, in modo tale che potesse essere il tutto svolto attivamente con modalità partecipativa e non frontale. Abbiamo analizzato i punti critici sui quali poter attuare nuove modalità educativo-didattiche. Siamo partite con il riflettere insieme ai docenti su ciò che eventi e situazioni vissute dall’inizio dell’anno scolastico avevano inciso negativamente sull’autostima verso se stesse e il loro ruolo, utilizzando il metodo Reflecting® anche per considerare una diversa modalità di coinvolgimento e interazione con i bambini. Questo ha permesso di mettere le docenti nella condizione di attuare nuove strategie per richiamare attenzione, suscitare curiosità ed interesse.
“Il Reflecting® consente alla persona di riflettere, di scegliere i propri pensieri e farne idee-forza idonee ad accrescere e organizzare con intensità e utilità l’azione del proprio volere”… “grazie alla riflessione su di sé, che agevola nell’attingere alla fonte viva di significati e di risorse che la persona ha in se stessa, destare la sua personalità affinché possa acquisire un adeguato stile relazionale e comunicativo (Pesci, G., Mani, M. (2022). Dizionario di Pedagogia Clinica. Roma: Armando Editore).
Abbiamo inoltre esteso con le docenti le esperienze legate alla timbrica con l’educazione all’ascolto, presa in prestito dal metodo WritingCodex®.
Importante oggetto di riflessione riguarda la modalità comunicativo corporeo e mimico gestuale di una parte del corpo docente dove la rassegnazione data dalla difficoltà di gestione aveva dato vita ad una comunicazione lineare e frontale, poco dinamica in cui anche il tono della voce mancava di ritmo e coinvolgimento aiutandole a ritrovare la capacità di instaurare rapporti soddisfacenti con sé stessi e con gli altri attraverso l’utilizzo del metodo Edumovement® .Il metodo Edumovement® sottolinea il valido contributo delle esperienze motorie al processo di educazione integrale della persona e mira ad assicurare l’evoluzione nella consapevolezza del Sé nella costruzione della propria identità, nonché la capacità di instaurare rapporti soddisfacenti con gli altri…” (ibidem).
Il progetto ha avuto riscontro positivo rispondendo in maniera adeguata ai bisogni dei docenti e delle famiglie rendendo concreta la presenza della nostra figura all’interno dei contesti scolastici. Importante attenzione è stata data anche al corretto utilizzo degli strumenti e degli spazi di lavoro. Un importante momento di condivisione che ha fatto emergere i reali bisogni convenendo a stabilire un modus operandi mirato a fare sì che tali dinamiche rientrassero in un inter scolastico ed educativo-formativo più idoneo ad un clima favorevole all’apprendimento, ma anche alle buone relazioni sociali.

 

 

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