di Francesca Cartellà
Pedagogista Clinico®

I soddisfacenti risultati conseguiti nell’utilizzo dei metodi è il motivo che ci porta a parlarne, per non sottrarci all’impegno morale di diffonderli affinché siano sempre più i professionisti ad utilizzarli e le persone che possono da questi trarne vantaggio e uscire dall’emarginazione, dal dolore e dal disorientamento. Modalità di intervento sostenute da nuovi metodi, in gran parte tutelati da marchio registrato, da diverse strategie e principi dinamici che non si astraggono alla contemporaneità di molteplici contributi specialistici intenti alla personalizzazione dell’esperienza, capaci di favorire un’equilibrata evoluzione socio relazionale e psicoaffettiva, superare difficoltà nell’espressione, migliorare la comunicazione e il rapporto.
La pratica in aiuto alla persona e l’attività di sperimentazione scientifica condotte presso il Kromos, centro di sperimentazione e ricerca dell’ISFAR®– Istituto Superiore Formazione Aggiornamento e Ricerca – che detiene l’esclusività dei metodi, hanno permesso di perfezionare gli interventi e le tecnologie fino a raggiungere risultati assai significativi, orientati dal principio dinamico che, una persona segue un particolare processo di evoluzione, accede a una propria individualità maturativa, si propone con disposizioni motivazionali, caratteristiche cognitive e fisiche, tratti affettivo-conativi, sentimenti, atteggiamenti e meccanismi inconsci individuali da indagare e comprendere. È dunque attraverso l’analisi delle differenti modalità espressive, delle potenzialità, delle capacità e della traduzione dei significati psicoaffettivi, che è possibile trovare il giusto orientamento per l’intervento di aiuto.
Per aiutare la persona non si può trascurare l’incidenza negativa dei suoi possibili disagi emotivi ed esistenziali, delle sue carenze nei presupposti di abilità e disponibilità; per esserle d’aiuto occorre saper leggere tutto ciò che svela, descrive, manifesta il “testo” della sua soggettività, perciò si è rilevato indispensabile anche un diverso e complesso processo di osservazione.
La persona è una entità psichica inedita, essa ci parla riferendoci il complesso stato di necessità che deve trovare soluzione; un insieme di problemi diversi che per poter essere affrontato impone al professionista di non ritenere adeguato in assoluto un metodo o una tecnica, bensì di armonizzarli in modo flessibile, tenendo ben presenti i bisogni e gli obiettivi che si vogliono raggiungere nella situazione specifica, evitando di applicarli come una ricetta o utilizzarli come istruzioni preconfezionate per l’uso. Tale flessibilità permette al Pedagogista Clinico® di operare una puntuale selezione tra i metodi e le tecniche a sua disposizione al fine di garantire un intervento di aiuto mirato, nonché polidirezionale e polisistematico.
I metodi, le tecniche e le tecnologie che sostanziano i pedagogisti clinici, consentono, grazie alla loro adattabilità, di guidare l’agire in situazioni diverse, di prospettare orientamenti operativi che si traducono di volta in volta in azioni specifiche pertinenti e commisurate a situazioni uniche e irripetibili. L’obiettivo precipuo è la soddisfazione dei bisogni e può essere raggiunto se c’è nel professionista la consapevolezza di tutto ciò, che lo porta a chiarire ciò che bisogna fare prima e ciò che deve essere fatto in seguito, attraverso l’attuazione di un “programma a spirale” con cui stabilito, con grande attenzione e per ogni persona, sulla scia di ogni segnale informatore relativo alle Potenzialità, Abilità, Disponibilità (PAD) di essa. L’attualizzazione pratica di questi principi è, poi, soddisfatta con metodi e tecniche appropriate, studiate, verificate e impiegate in dinamiche relazionali tenendo conto della contestualizzazione degli interventi e dell’interrelazione delle variabili.

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