di Marta Mani
Pedagogista Clinico®
La “cellula sociale”, come Guido Pesci definisce la Persona, è il “sistema”, essa rappresenta la confluenza dei sistemi implicati nel Metodo per l’autosviluppo, che, certo, non separa l’intellettivo, l’emotivo affettivo e relazionale, ma li convoca nel sistema persona. Preferiamo “intellettivo” a “cognitivo” per mantenere l’originaria distinzione semantica dei termini. Lo sviluppo cognitivo è la capacità della persona di apprendere, resa possibile dalla graduale acquisizione di padronanza di situare sé e gli oggetti nello spazio e nel tempo, la messa in funzione di conoscenze e di apprendimenti attraverso i quali alla persona è data la possibilità di organizzare ed elaborare il dato grezzo della percezione. Il registro cognitivo, pertanto, indica la quantità di dati che la persona ha a disposizione per organizzare nel registro del senso la percezione del mondo. Dati o complesso di dati che la persona dispone e che possono essere o meno utilizzati. L’addestramento cognitivo può indurre infatti all’apprendimento di determinati concetti ma si rivelano improduttivi nei confronti della decisione/volontà della persona di servirsene.
Il materiale cognitivo, per non restare inattivo, richiede l’innesco di un altro processo, il processo intellettivo, un’operazione ulteriore che la persona deve compiere, facoltà della persona di prelevare all’interno del proprio repertorio cognitivo, le conoscenze che, articolate con altre, possono concorrere alla risoluzione di un problema, questo è il registro intellettivo.
La facoltà intellettiva si configura, allora, come il processo di valorizzazione del sapere posseduto, utilizzato in funzione di uno scopo, sostenuto da desiderio personale, da intenzionalità, da “pulsione di sapere” (Freud).
Qualcuno a proposito ha detto che l’intelligenza agisce sul cognitivo come il cuoco sugli ingredienti presenti in cucina; con poco può far molto. L’intelligenza perciò opera sul cognitivo, predispone i dati della conoscenza e può generare situazioni speciali, particolari, di grande interesse, fino a illuminare esistenze buie.
La CyberClinica®, sostenuta dal principio sistemico e rivolta alla globalità, promuove l’autosviluppo e con esso lo sviluppo dell’intelligenza, dell’aspetto emotivo affettivo e relazionale.
Le tecniche utilizzate nel Metodo alimentano sollecitazioni dei sistemi che regolano l’intelligenza e ogni altro sistema, tra cui il sistema limbico e l’amigdala, area specifica di tale sistema che comprende il ruolo primario assolto dal sistema emozionale e le connessioni tra l’area emozionale e la neocorteccia, compresi i centri del pensiero; neocorteccia che regola le reazioni più raffinate attivandosi in presenza di emozioni o sentimenti che richiedono riflessione e un agire non immediato.
È in questa architettura emozionale che la CyberClinica® aiuta a strutturare sentimenti positivi ed emozioni capaci di ricoprire un ruolo fondamentale nell’esistenza. La persona organizza se stessa e coinvolge ogni sistema che diviene ausiliario nel muovere verso obiettivi in cui corpo e mente espongono modalità facilitanti sostenute da prospettive positive con convinzione e volontà, una condizione di self-efficacy, di consapevolezza nel poter accettare le sfide della vita, e per far ciò essa attiva risposte sincronizzate con la convinzione, quindi si sincronizza con il raggiungimento del fine cui tende.