di Anna Pesci
Pedagogista Clinico®

L’ è una azione educativa fondata in prima traduzione sul lavoro (èrgon) e risponde ai principi di aiuto alla crescita e allo sviluppo armonico della persona come vuole la Pedagogia Clinica “indirizzata a vincere ogni condotta ostacolante, promuovere un proprio equilibrio e l’inclusione sociale”, come abbiamo voluto fin dal suo nascere nel secolo scorso.
Essa, così voluta da Guido Pesci, ha come scopo quello di offrire alla persona una migliore utilizzazione di tutte le sue potenzialità, per un progressivo arricchimento e potenziamento di ogni mezzo espressivo e rappresentativo teso a favorire una sua positiva, attiva e critica integrazione nell’ambiente. Questa attenzione educativa considera il lavoro, inteso in tutte le sue forme, compresa quella creativa ed artistica, come un mezzo privilegiato per rimuovere gli ostacoli di natura senso-percettiva, organizzativo-motoria ed affettivo-relazionale, capaci di condizionare i processi di apprendimento e di realizzazione autentica dell’uomo.
L’attività educativa per mezzo del lavoro non è nuova, la pedagogia si è da sempre impegnata nel dare adeguate risposte ai  mestieri manuali e ad individuare i percorsi di aiuto che dovevano risultare dall’analisi dei bisogni e delle esigenze…studiare i vari atteggiamenti richiesti dalla natura del lavoro, gli strumenti che si utilizzano…una minutezza di analisi per determinare il genere e il modo di lavorazione. Provare quali esercizi possono concorrere efficacemente allo sviluppo delle parti in azione e di pari passo l’attitudine della osservazione, della riflessione, del discernimento, della pazienza e delle altre facoltà spirituali che intervengono nel lavoro. ( F. Abbondati, Il lavoro manuale, Turi, Aversa 1884). A questo proposito anche Mantegazza ebbe a scrivere: Lo studio delle professioni è uno dei più vasti problemi, nel quale la igiene e le scienze sociali trovano ad ogni passo tesori infiniti di ricerche e di meditazioni( ).
Questi lontani interessi già spiegano perché la Pedagogia Clinica fin dalla sua origine (1974) si è impegnata nella sperimentazione e ha potuto definire nel tempo per un  mio impegnato contributo la metodologia che si espone nell’Ergopedagogia, orientata com’è alla persona, all’educazione sociale, e contraria ad ogni alimentazione terapeutica.
Lo studio e la verifica sui tanti problemi  teorici e pratici che da Pedagogista Clinico® io ho dovuto affrontare, pur affiancata da altri colleghi, nel condurre la ricerca, individuare e ordinare le modalità di stimolo che potevano dare un significato autentico a questo intervento hanno condotto con soddisfazione a strutturare l’Ergopedagogia, un aiuto attraverso il lavoro con l’opportunità di favorire una crescita strutturale organica e psicologica, un autentico sviluppo della personalità.
Qualcuno ha detto che il lavoro è il movimento della vita, a ciò possiamo aggiungere che è la realizzazione di se stessi, la rappresentazione di un autentico successo esitenziale che aiuta l’autovalorizzazione. Nell’espletare un lavoro l’individuo si avvia verso il raggiungimento di una propria autonomia, verso un equilibrio tra pensiero ed azione che lo porta sempre più a trovare e mantenere nuove e diverse disponibilità verso gli altri fino a raggiungere un utile adattamento sociale. Sentimenti che si sviluppano con ciò che uno crea, che uno fa e che, carichi di affettività, divengono opportunità per scambiare sentimenti efficaci e stabilire rapporti interpersonali validi.
Scambi che possono favorire dei sentimenti di sicurezza e condurre alla conquista dell’autostima personale fino all’ “omeostasi”, la capacità di mantenere un equilibrio stabile  nonostante il variare delle condizioni esterne.
Un compito sociale positivo dunque, un impegno socio-pedagogico e psicologico, che trova nei percorsi educativi della Pedagogia Clinica occasioni di stimolo delle funzioni psichiche non utilizzate e per lo sviluppo delle funzioni sostitutive.
Per raggiungere i suoi obiettivi, ovvero soddisfare i bisogni della persona, l’Ergopedagogia deve avere individuato ed essere orientata da tutto ciò che frena o inibisce la persona nello svolgere il suo impegno comunicazionale attraverso il lavoro, conoscere  se è impedita perché soggiogata da una dipendenza infantile o da  scarsa iniziativa personale, da superficialità dei suoi interessi o da una svalorizzazione di sé, sapere perché si propone carente o inadeguata per non sapersi adattare al lavoro e agli altri, oppure perché il livello scolare raggiunto è troppo basso, e così pure il livello delle conoscenze, oltre a rilevare se la distrazione è alta, i gusti, e le aspirazioni. Tanti gli aspetti da annotare ai quali ne dovremo aggiungere ben altre per permetterci di fare una biografia, un ritratto della persona ed essere orientati in un percorso educativo adeguato e rispettoso come richiesto dall’Ergopedagogia e necessario per il Pedagogista Clinico®  che per promuoversi vuol conoscere della persona le potenzialità, le abilità e gli equilibri psico-emozionali, per rendersi ben conto di quali debbono essere le sollecitazioni ed i richiami alla riflessione con cui poterla aiutare. Professionista che ben sa quanto l’autonomia e l’adattamento per essere soddisfatti esigono tecniche suscettibili di sufficiente interesse, gusto e soddisfazione, idonei a favorire desideri ed effetti ego-sintonici, affidati a programmi individualmente elaborati capaci di creare il necessario equilibrio fra esperienze di gioco e di lavoro, comunque di rispondere ai bisogni della persona.
L’insegnamento individualizzato deve essere definito da un metodo di lavoro orientato a vincere le difficoltà ad elaborare, a mantenere l’attenzione, ad osservare, a riflettere. Un aiuto pedagogico clinico i cui principi poggiano su:
-intervento progressivo, in ragione delle differenti difficoltà
-intervento attualizzato, che parte cioè da un vissuto e non da una idea
-insegnamento variato, adatto a sollecitare la persona con una molteplicità di stimoli
-insegnamento pratico, che tiene conto delle conoscenze immediatamente utilizzabili.
Il processo pedagogico clinico ordina di evitare ogni compensazione per offrire l’opportunità di scoprire e ritrovare in se stessi le energie e le abilità necessarie da impegnare per conoscere e apprendere; sollecitare la persona a promuoversi nel fare con motivazioni autentiche, combattere ogni passività.
Sulla base dei dati raccolti e dei suggerimenti pervenuti dalla costante ricerca è stato strutturato un programma e attivate strategie operative che consentono alla persona di vivere esperienze sollecitatorie rispettose delle sue necessità e dei suoi tempi di apprendimento. Al Pedagogista Clinico®  si richiede di formulare un aiuto costruito su un corpus di stimoli che deve conoscere ed essere in grado di applicare per progetti emancipatori della persona, evitando ogni restringimento di campo esistenziale. Ottenere così delle condizioni  di lavoro compatibili con le attitudini fisiche, la faticabilità, la goffaggine, nel rispetto degli equilibri psico-emozionali.
L’educazione al lavoro inizia proprio dalle mani che, abili nei gesti e nel modellare sospinte dalla creatività, liberano il soggetto in scelte che, sulla base di un’educazione artistica, si corredano di semplici esperienze manuali che a mano a mano divengono più complesse fino a sviluppare capacità e giungere ad esperienze ludico-lavorative con esperienze importanti.
La verifica sul progresso e sul cambiamento è confermata dalle mutazioni che si possono rilevare sui seguenti aspetti: Attitudine al lavoro Processo (abilità e razionalità nelle cinestesi) – Precisione (sicurezza nei movimenti fini) Rapidità (vivacità di gesti) Cura (lavoro ben fatto, proprietà, qualità); Comportamento: Socialità (rapporti con gli altri),diligenza (assiduità, puntualità),comprensione (ordini e lavoro), senso della disciplina (accortezza, ubbidienza); Carattere: spirito di iniziativa, volontà (perseveranza), capacità di adattamento, coscienza professionale.

 Note
1 Ergopedagogia. G. Pesci, M. Mani. (2018 3° ed). Dizionario di Pedagogia Clinica. Firenze: Edizioni Scientifiche ISFAR-Collana delle Professioni.

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