Educare il respiro

di Liliana Luccini*

Nasciamo con una inspirazione: respirare è vivere! È il nostro primo contatto con il mondo. Nelle culture antiche il respiro era sinonimo di anima o soffio vitale, nel mito della Genesi, Dio dà la vita ad un Adamo d’argilla soffiandogli nelle narici.
È ciò che più di ogni altra cosa ci lega alla vita: possiamo smettere di fare tante cose, ma non possiamo evitare di respirare, se non per brevi attimi, perché il respiro è veicolo dell’energia vitale che sostiene la nostra esistenza; è un atto automatico, ma regolabile.
Attraverso la pratica del respiro profondo si può ottenere un nuovo automatismo, dato che in genere il respiro è superficiale; nella depressione per esempio si trasforma in qualcosa di simile all’acqua che bolle a fuoco lento. La paura e la depressione sono i due più grandi problemi legati al respiro superficiale.
Tra il respiro superficiale e la circolazione congestionata c’è soltanto un passo. Abbiamo poi, la cosiddetta pesantezza mentale, che rende difficile la concentra zione; inoltre quanto più difficili sono le situazioni da risolvere, più profondamente è necessario respirare. Nella frenesia della vita moderna spesso diciamo “non ho tempo neppure per respirare”. Per questo è importate ricordare: Per respirare bene, occorre che l’apparato respiratorio si trovi in buone condizioni.
Occorre un periodo di allenamento per incorporare in modo automatico il respiro profondo.
Quando la persona si sente in preda alla paura, all’ansia, alla depressione, al panico, allo stress… è utile mantenere, a livello conscio, un respiro profondo. Infatti, proviamo a pensare ad una situazione di pericolo, la respirazione si fa rapida e affannata, se poi si è in preda al terrore sentiamo che il respiro può addirittura paralizzarsi.
Fin dall’antichità anche l’ Oriente è stato molto sensibile al concetto che apprezza il respiro come mezzo di mantenimento della salute e come percorso personale di allargamento dei livelli di consapevolezza.
Le correnti di pensiero occidentali e orientali si integrano a vicenda perché le loro analisi, pur partendo da concetti opposti, si sintetizzano nell’unità; infatti la cultura orientale per conoscere la struttura della piramide del sapere, parte dalla base e sintetizza tutto al suo vertice, la cultura occidentale parte dal vertice ed approfondisce i particolari della base.
In Occidente il fascino che il respiro esercita sulle persone ci fa tornare indietro con la memoria alle antiche culture egiziane, ebraiche, greche. Ma, avvicinandoci di più al nostro tempo, è verso la metà del settecento, con Mesmer (medico tedesco che applicava all’ipnosi un metodo terapeutico basato sul magnetismo si avvaleva di tecniche respiratorie), che ci addentriamo più in profondità nel valore del respiro in relazione con quello spazio della persona che è la propria interiorità.
Due secoli dopo Wilhem Reich, con il suo lavoro sulla bioenergia, diede un impulso potente allo sviluppo di questo argomento. Le sue osservazioni portarono a verificare che la respirazione “naturale” e profonda produce spontaneamente l’atteggiamento necessario alla salute. Reich iniziò dalla constatazione che tante persone oppongono resistenze alla risoluzione dei loro conflitti interni, studiò i loro schemi corporei, i loro atteggiamenti, il loro modo di re- spirare. Egli dedusse infine, da queste ricerche, che esisteva in queste persone un blocco sviluppatosi durante l’infanzia che non era solo di natura psichica, in quanto si evidenziava contemporaneamente sul piano fisico con la manifestazione di tensioni muscolari.
In particolare Reich considerò che la ritenzione del respiro era una modalità difensiva attuata dal bambino e riprodotta dall’adulto per tenere a freno pulsioni non accettate dall’ambiente. Il blocco dell’energia, potrebbe influire in modo negativo sulla formazione del carattere. I blocchi secondo Reich possono essere suddivisi in sette segmenti. Di questi vediamo, per esempio, il segmento toracico, perché è quello che si riferisce in modo più diretto al respiro: esso si compone dei muscoli intercostali, pettorali, deltoidi, i muscoli della scapola, muscoli spinali, cassa toracica ed i suoi contenuti, prolungandosi verso le braccia e le mani. La sua importanza deriva dal fatto che contiene il cuore ed i polmoni; è il primo a bloccarsi mediante la ritenzione del respiro.Un blocco a questo segmento esprime restrizione ed autocontrollo, come se la persona non fosse toccata dagli eventi. Il torace bloccato è caratterizzato da un respiro superficiale che sopprime qualsiasi tipo di emozione, esprimendo rancore represso e ostinazione; è caratterizzato da un atteggiamento di immobilità e/o dalla comparsa di malattie psicosomatiche come l’asma… Con l’espansione cronica del torace si manifesteranno angoscia e palpitazioni, accompagnate da una elevata pressione sanguigna con la predisposizione a malattie dell’apparato respiratorio come la polmonite… fino alla possibilità di dilatazione del cuore.
Le braccia e le mani sono una estensione del segmento toracico e perciò il contatto e l’abbraccio non sono sentiti, le mani perdono la loro carica energetica e sono fredde, appicicaticcie, dolenti. Anche il nodo al petto è sintomo di questo segmento bloccato, ed è provocato da uno spasmo dell’esofago, dietro il quale è trattenuta una rabbiosa voglia di gridare. L’ostruzione del torace equivale essenzialmente a un “ non voglio” e la capacità di dare e abbandonarsi dipende quindi dalla mobilità di questo segmento. Dove invece non c’è blocco, i movimenti espressivi del torace e delle braccia manifestano un senso di libertà ed allegria.
Il respiro non fluirà senza che si sia dissolta la “corazza toracica”.
Tante persone hanno un respiro inibito o parzialmente bloccato senza per questo arrivare a formare delle “corazze”. Anche in questi casi però è di fondamentale importanza educare il respiro, perché il ciclo della vita di tutti gli organismi viventi richiede un ritmo che sia in armonia con il processo di inizio, sviluppo, pienezza e decadimento. Questo ordine ciclico regola tutti i ritmi interiori dell’organismo umano, pertanto essi dovrebbero essere in sintonia con i ritmi che governano le stagioni, il susseguirsi del giorno e la notte, il caldo ed il freddo ecc.
La persona, infatti, possiede la stessa natura del cosmo e racchiude in sé le forze vitali capaci di far fluire ed espandere la vita. Il respiro è connessione con queste forze vitali.
Respirare è inoltre condividere. Tutti respiriamo la stessa aria.
Quando l’ansia, la rabbia, la paura… ci portano a trattenere il respiro, possiamo vacillare, emettere le parole con fatica… se lasciamo uscire l’aria condividendola, ci liberiamo dall’accumulo di emozioni frustranti.
Nelle crisi di panico, durante le quali le vie respiratorie sembrano bloccate quasi come se stessimo soffocando, è un accumulo d’ansia a provocare tale stato. In una situazione del genere per contrastare la crisi sarebbe adeguato sforzarsi di respirare profondamente, in modo che l’aria possa sciogliere il blocco.
Esiste sempre un legame tra respiro, reazioni corporee, comportamento ed esperienze positive o negative immagazzinate nella profondità di noi stessi.
Qualche volta la sensazione angosciante di non poter più respirare può essere provocata improvvisamente da una paura radicata nella profondità della nostra memoria.
Educare il respiro può portare a ridimensionare i conflitti, liberarsi dall’ansia, risvegliare la creatività, armonizzare nuovamente il proprio ritmo naturale.
Attraverso il respiro consapevole e profondo la persona è indotta a riunire in modo armonico le emozioni, le sensazioni, con la mente, i cui comportamenti da secoli so-no stati prioritari.
Esiste una differenza importante tra il respiro attraverso il naso e quello attraverso la bocca.
Respirare attraverso il naso ci dà un maggior controllo sull’energia.
Se si distribuisce l’aria in modo equilibrato sul lato destro e quello sinistro delle narici, ci mettiamoin contatto con dei sensori particolarmente sensibili, attraverso i quali passano due canali che governano le funzioni di ambedue i lati.
Il respiro attraverso la bocca (fase di inspirazione) in genere è più disordinato, lo facciamo solitamente quando ci troviamo di fronte ad un pericolo improvviso e siamo spaventati.
Come tecnica si utilizza il respiro con la bocca, chiamato respiro circolare, durante alcune forme di distensione immaginativa ed altre situazioni che esigono però la presenza di un trainer.
Proprio per questo motivo anche per i bambini è più opportuno utilizzare esperienze che si avvalgano della respirazione con il naso.
Esperienze per l’educazione del respiro
La sfera
Mettetevi in posizione eretta, i piedi sono paralleli, “consapevolmente” appoggiati al terreno, le ginocchia rilassate. La colonna vertebrale ed il corpo eretti conservano il baricentro, le spalle sono rilassate, gli occhi socchiusi, la lingua appoggiata al palato, i denti delle due arcate leggermente scostati tra loro.
Le braccia sono atteggiate nel gesto di sostenere una voluminosa sfera, con i gomiti piegati ed i palmi delle mani rivolti verso l’addome. L’altezza a cui si tengono i gomiti è circa quella delle spalle.
Iniziate ad inspirare ed espirare con il naso cercando il vostro ritmo, spontaneo e rilassato al fine di creare una sensazione interiore di serenità tale da far sorgere sulle labbra un leggero sorriso. All’inizio dell’esperienza la concentrazione verrà posta sulla “sfera” che dovrà essere visualizzata, poi pian piano comincerete a percepirla e contemporaneamente avrete la sensazione di qualcosa di fluttuante, questa sensazione partirà dalle braccia fino a raggiungere tutto il corpo e la mente. Respirate con tutto il corpo. Restate in questa posizione da 5 a più minuti aumentando il tempo con la pratica.
Questa esperienza fatta più volte la settimana e per periodi prolungati aiuta a ristabilire l’equilibrio psico-fisico.
Il sole nel corpo
Trovate una posizione confortevole, anche supina, percepite il rilassamento muscolare e concentratevi sul ritmo del respiro che deve essere calmo e regolare.
Portate la vostra attenzione sull’ombelico e sentite il respiro come se entrasse ed uscisse da quel punto. Restate per qualche minuto in questa visualizzazione, cominciate pian piano ad immaginare che dietro l’ombelico, al centro dell’addome, ci sia il sole. Pensate al sole che è in voi, alla sua energia, al suo calore che dal suo centro (l’ombelico) si diffonde a tutto il vostro essere. Ogni inspirazione attiva il sole, ogni espirazione diffonde con raggi dorati tutta la sua forza.
Questa esperienza aiuta ad aumentare la forza e la stima in noi stessi.
La luna nel corpo
Trovate una posizione confortevole, anche supina, rilassate il corpo ed abbandonate ogni pensiero.
Sentite la calma e la regolarità del vostro respiro che ogni volta si fa più tranquillo e profondo. Portate l’attenzione alla gola e immaginate che al suo interno si diffonda un colore acquamarina brillante.
Visualizzate con gli occhi della mente una luna argentata nel colore acquamarina della gola.
Ogni inspirazione attiva il centro lunare ed ogni espirazione diffonde la sua calma ricettività.
Percepite l’aria fresca mentre entra dalle narici, si espande alla gola ed al viso portando dentro di voi una profonda dolcezza.
Ogni espirazione porterà via con sé la rabbia, l’ansia, la preoccupazione.
Questa esperienza, condotta per qualche minuto, aumenta la ricettività e la dolcezza.
Il respiro colorato
Sedete in una posizione comoda per voi, mantenendo il busto diritto, le spalle distese e le braccia rilassate.
Pensate ad un colore che vi piace molto. Se è un colore scuro cercate di schiarirlo e renderlo luminoso.
Pensate che l’aria tutta intorno a voi diventi del colore che avete scelto.
La vostra inspirazione, che diventa più sottile, più lenta, più profonda, assorbe quel colore luminoso e lo porta dentro di voi. Trattenete per qualche attimo il respiro e nell’espirazione lasciate che il colore si diffonda in tutto il vostro essere, nel corpo e nella mente. Pensate che il vostro corpo, respirando da ogni poro della pelle, assorba l’energia colorata vivificando tutti i tessuti e le cellule.
Questa esperienza induce a integrare corpo-mente-apparato sensoriale.
L’onda del mare
Distendetevi in posizione supina, con braccia e gambe un pò divaricate. Pensate di stare sdraiati su di una bella spiaggia in riva al mare e di sentire il suono delle onde che vanno e vengono e il loro movimento. Il vostro corpo è rilassato, il respiro si fa lento e profondo, percepite il movimento del diaframma proprio come un’onda interna che va e viene.
Quando inspirate l’onda scende verso il basso, quando espirate sale verso la gola. Sincronizzate il vostro movimento interno con quello esterno: quando durante l’inspirazione il diaframma scende giù, pensate all’onda che si allontana; quando nell’espirazione il diaframma torna su, pensate all’onda che si avvicina ai vostri piedi. Immaginate di lasciarvi bagnare i piedi e le gambe, godete di questa piacevole sensazione di abbandono cosciente all’onda che è dentro e fuori di voi.
Questa esperienza è utile per trovare una grande tranquillità, senza però perdere la coscienza di se stessi.
La nuvola
Mettetevi in una posizione confortevole, seduti, chiudete gli occhi e rilassateli profondamente fino a percepirne la pesantezza. Lasciate che il vostro respiro si mantenga calmo e regolare. Inspirate ed espirate armonicamente con le narici.
Quando la respirazione avrà assunto un ritmo automatico, cominciate a pensare ad un cielo azzurro, luminoso e terso. Nel cielo azzurro appare una grande nuvola: mentre inspirate caricatela di tutti i vostri pensieri, di tutti i problemi che avete. Mettete sulla nuvola le paure, le ansie, tutte le negatività. ..La nuvola diventa più grande e pesante, ma ad ogni espirazione immaginatela mentre scorre nel cielo.
Inspirate ed espirate, fino a che la vedrete scomparire completamente dal vostro campo visivo. Restate un poco, mantenendo il ritmo del respiro fluido e rilassato, ad osservare il cielo limpido.
Questa esperienza di concentrazione aiuta ad allontanare ansia e tensione.
Al di là del confine
Mettetevi seduti comodamente, osservate il silenzio e l’immobilità del vostro corpo. Percepite il respiro come un soffio sottile, che gradualmente diventa più lento e
più profondo. Prendete coscienza che la vostra immobilità è soltanto apparente, poichè dentro di voi c’è un continuo regolare movimento: il diaframma che scende e sale, i polmoni che si dilatano e si restringono, il cuore che scandisce il ritmo naturale della vita.
Date gradatamente più forza al vostro respiro, per sentire più vivi questi movimenti interni. Percepite una maggiore espansione dell’addome, della cassa toracica, delle spalle. Sentite che in effetti tutto il vostro corpo sta respirando, da ogni apertura, da ogni poro della pelle.
Questa esperienza serve ad aumentare la percezione corporea è la coscienza di una perfetta armonia con la natura che ci circonda.
Pensiero e respiro
Sedetevi o distendetevi restando con gli occhi dolcemente chiusi. Visualizzate i vostri pensieri come una massa di bollicine. Espirate lentamente dalla bocca; immaginate intanto tutti questi pensieri-bollicine che vengono soffiati via. Concentrate ora di nuovo tutta l’attenzione sulle narici, espirate ed inspirate attraverso il naso, e facendolo visualizzate l’aria che a vostro comando passa attraverso le narici. Concentratevi nel produrre una lunga, tranquilla espirazione, lasciando che l’inspirazione arrivi naturalmente.
Se il pensiero comincia a divagare, non arrendetevi, riportate l’attenzione sulle narici. Potete ripetere l’esperienza anche tutti i giorni fino a che non sentite di respirare naturalmente.
(Questa esperienza aiuta a ristabilire una respirazione rilassata e fornisce anche le basi per recuperare il pieno controllo della voce).
Il respiro “aaa…”
Mettetevi in piedi, con le gambe leggermente divaricate, i piedi paralleli tra loro, le ginocchia leggermente e naturalmente piegate; fate una espirazione profonda per svuotare i polmoni, poi inclinate il tronco in avanti, lentamente, senza sforzo, e cercate di avvicinare le mani al pavimento. Iniziate contemporaneamente una profonda e lenta inspirazione man mano che sollevate il tronco, senza movimenti bruschi, ed estendendo le mani verso l’alto.
Mantenete per un attimo le mani in alto trattenendo l’aria nei polmoni.
Poi con un movimento veloce, mentre si abbassano le braccia, espirate tutta l’aria dalla bocca pronunciando il suono ‘“‘aaaaa. . .”’, mentre il tronco e le braccia si rilassano.
Questa esperienza è utile per aumentare e migliorare la capacità respiratoria.
Il respiro polarizzato
Trovate una posizione comoda, in piedi o seduti, iniziate svuotando i polmoni. °
Inspirate dalla fossa nasale sinistra trattenendo poi per un attimo il respiro, bloccando ambedue le fosse nasali, espirate poi dalla fossa nasale destra. Continuate inspirando dalla parte destra, bloccate di nuovo il respiro per qualche attimo ed espirate dalla parte sinistra. Per chiudere alternativamente le fosse nasali utilizzate la mano destra, piegando le dita, indice e medio. Per chiudere ambedue le fosse nasali usate le dita come se fossero una tenaglia. Questa esperienza prepara al “controllo” del corpo e della mente.
Il sorriso interiore
Trovate una posizione confortevole, seduta e corretta. Mantenete un respiro regolare, senza sforzo. Sentite il rilassamento del vostro viso, gli occhi socchiusi, le labbra che si sfiorano appena, i denti che non si toccano. Osservate con gli occhi della mente il vostro viso, sorridente e luminoso. Portate dentro di voi questa luce, questo sorriso.
Il sorriso scende dentro la gola, si espande nel petto e ogni organo interno del torace si illumina. C’è il sorriso nei polmoni che si allargano quando inspirate, c’è il sorriso nel vostro cuore che si riempie d’amore. Il sorriso scende dentro l’addome e si espande fino al bacino, e ogni organo interno dell’addome e del bacino si illumina: lo stomaco, l’intestino, la milza, il fegato, i reni e i genitali. Ogni organo, ogni viscere prende questo sorriso e questa luce che viene dal vostro volto, che viene dagli occhi della mente e trasportato dal vostro respiro.
Questa esperienza serve per rafforzare organi deboli, privi di energia vitale.
Respiro tra cielo e terra
Mettetevi in piedi, con le gambe leggermente divaricate, i piedi paralleli alle spalle, le ginocchia leggermente rilassate. Svuotate completamente i polmoni, puntando il dito indice di ambedue le mani verso la terra ai lati del corpo, mentre le altre dita sono piegate. Il busto è eretto ma senza alcuna rigidità, il mento un po’ ritirato verso il collo.
Inspirate con il naso facendo risalire l’aria dai piedi lungo la schiena fin sopra la testa, facendola scendere lungo la parte anteriore del corpo nuovamente verso i piedi nella fase di espirazione con la bocca.
A fine espirazione ritirate indietro l’ombelico con forza fino a che l’aria non sia completamente uscita. Rilassate poi l’ombelico con una nuova inspirazione.
Durante l’esecuzione dell’esperienza mantenete sempre le braccia tese con il dito indice puntato verso terra.
Questa esperienza può aiutarci ad avere maggiore percezione del nostro corpo e ad avere coscienza di una perfetta fusione con il cosmo che ci circonda.

*Liliana Luccini, Consulente del Movimento dei Pedagogisti Clinici

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