di Adriana Grispo*
Pedagogista Clinico®

Le Scuole, intese come “comunità educanti”, rappresentano, per loro natura, i luoghi di elezione per la vita relazionale, terreno privilegiato per la crescita e lo sviluppo integrale della persona.
La scuola del “non uno di meno”, la scuola “secondo Costituzione”, è chiamata a conseguire finalità educative, a garantire a tutti e a ciascuno diritti fondamentali, educando, altresì, le nuove e giovani generazioni alla conoscenza e all’esercizio dei propri doveri.
La scuola è anche il riflesso della società, del territorio, del contesto culturale in cui opera. Essa riceve dall’ambiente esterno stimoli che si traducono, se adeguatamente e opportunamente canalizzati, in elementi funzionali alla realizzazione e al successo del suo progetto educativo e formativo.
Questa permeabilità, il costante interscambio con la realtà esterna, insieme alle caratteristiche personali, le peculiarità comportamentali, le appartenenze ai diversi contesti sociali e culturali di provenienza degli alunni e alunne, degli studenti e delle studentesse, sono una risorsa per la scuola, ne rappresentano la linfa.
Tutto ciò non può prescindere dalla presenza, conoscenza e rispetto di un sistema di regole condivise, quel “patto di corresponsabilità” che sta alla base di un’autentica e reale ”alleanza educativa”.
La scuola rappresenta, dunque, il luogo dell’accoglienza e della scoperta del sé e dell’altro ma anche uno spazio esposto a rischi e conseguenti problematiche, per la presenza di fenomeni e comportamenti devianti, che ritardano o impediscono, se non efficacemente governati, il perseguimento delle finalità e la realizzazione della sua “mission”.
Non è un caso, infatti, che i fenomeni di bullismo e quelli, relativamente più recenti, di cyberbullismo, si riferiscono, soprattutto, a contesti scolastici, assunti a scenari dove il fenomeno si origina e dispiega i suoi effetti. Comportamenti che possono condurre a situazioni di sopraffazione, discriminazione ed esclusione nelle relazioni tra pari.
Nel mondo dei nativi digitali, i nuovi strumenti di comunicazione così come gli spazi di “socializzazione virtuale”, accorciano alcune distanze ma ne aumentano, contestualmente ed esponenzialmente, altre, facendo emergere fenomeni di emarginazione sociale e forti deficit relazionali.
Approcciandosi al fenomeno del “bullismo”, e alle diverse forme che da questo derivano, è utile delineare il significato del termine, partendo dalla definizione fornita da Dan Olweus, psicologo norvegese, tra i più importanti e riconosciuti studiosi del fenomeno. La sua ricerca, iniziata negli anni settanta, ha prodotto importanti piste di riflessione. Secondo Olweus: “Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni. Un’azione viene definita offensiva quando una persona infligge volontariamente o arreca un danno o un disagio a un’altra”. Il fenomeno sopra descritto, rimanda, quindi, a situazioni di particolari forme di contrasto nel gruppo dei pari, situazioni di conflitto legate a processi di “stereotipizzazione”, di adesione a modelli verbali mutuati dal fenomeno diffuso del “discorso dell’odio” il c.d. “hate speech”, veicolato dalla comunicazione on line. (https://www.youtube.com/watch?v=qSiDMKaGJk&list=PL43P0iKGmv1dwI3v3e89pNClHtsQEMB97&index=3&t=18s)
L’“hate speech” inteso come istigazione, promozione e incitamento alla denigrazione, all’odio e alla diffamazione nei confronti di una persona o di un gruppo di persone, azione finalizzata a sottoporre a soprusi, molestie, insulti, stereotipi negativi, stigmatizzazione o minacce, soggetti appartenenti a categorie ritenute socialmente negative, atto discriminatorio fondato sul pregiudizio di natura razziale, etnica, religiosa, di genere, di orientamento sessuale, di disabilità, ecc. (https://www.youtube.com/watchv=WABcC1_6Qkw&list=PL43P0iKGmv1dwI3v3e89pNClHtsQEMB97&index=2 (Generazioni Connesse).
Il preoccupante diffondersi dei casi di bullismo e di cyberbullismo nelle scuole, confermato dalla lettura dei dati statistici nazionali, europei e internazionali, l’aggravarsi dei casi di disagio giovanile, con conseguente impatto sul fenomeno della dispersione scolastica, i casi di suicidio che emergono dalle cronache, i bisogni  sempre più pressanti da parte delle scuole, hanno reso urgente l’intervento del competente Ministero dell’Istruzione che ha legiferato in materia, elaborando strategie per contrastare efficacemente tali fenomeni.
Intercettando l’allarme avvertito a livello sociale come vera e propria “emergenza educativa”, il MI, adottando un modello di intervento integrato, riconosce e conferma che la prevenzione e il contrasto ai fenomeni di bullismo e di cyberbullismo sono da ritenere azioni strategiche e sistemiche.
All’interno del quadro normativo di riferimento si evidenziano, in particolar modo, i seguenti strumenti legislativi e note ministeriali:
-Legge 13 luglio 2015, n.107-Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti;
-Legge 20 agosto 2019, n.92-Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica. La “ratio legis “contenuta nella L. 107/2015, permea la legge 92/2019 per l’insegnamento trasversale dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado, con particolare riferimento alla “cittadinanza digitale”;
-Legge 29 maggio 2017, n.71- Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. La Legge nasce per prevenire i danni derivanti da manifestazioni di abuso e denigrazione attraverso l’utilizzo del web;
-M.I. Nota 27 ottobre  2017, n.5515 Piano nazionale per l’educazione al rispetto, Linee Guida Nazionali (art. 1 comma 16 L. 107/2015) e Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole (art. 4 L. 71/2017);
-M.I. Nota 8 ottobre  2018, n. 4146 Lancio della Piattaforma “ELISA” (E-learning degli Insegnanti sulle Strategie Antibullismo);
-MIUR D.M. 13 gennaio 2021, n. 18 Linee di Orientamento per la prevenzione e il contrasto del bullismo e il cyberbullismo.
La collaborazione interistituzionale, per l’individuazione e la realizzazione di validi strumenti, finalizzati ad azioni di prevenzione e contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo nelle scuole, alla luce del quadro normativo vigente in materia, ha favorito la creazione di piattaforme destinate alla formazione dei differenti attori coinvolti.
Con nota del 18 ottobre 2018, il MI, Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione (DGSIP), lancia, a livello nazionale, la Piattaforma “ELISA”.
La piattaforma è frutto della ricerca condotta all’interno del Dipartimento Formazione Lingue Intercultura Letterature e Psicologia dell’Università di Firenze.
Attraverso la conoscenza e l’uso della piattaforma, il MI intende fornire supporto alle scuole nell’ambito della prevenzione e del contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo nelle scuole.
Gli interventi riguardano due macro-aree: la formazione del personale scolastico e le azioni di monitoraggio.
La formazione del personale scolastico, attraverso moduli formativi, è destinata a dirigenti scolastici, docenti, figure di sistema, team antibullismo e team emergenza. La proposta formativa, offerta tramite la Piattaforma “ELISA”, si presenta con contenuti e obiettivi specifici per ciascun gruppo di destinatari. I docenti rivestono un ruolo chiave nel processo di “empowerment” per il contrasto e la prevenzione dei fenomeni devianti. É importante, quindi, fornire loro conoscenze, abilità e competenze che prevedano un’adeguata padronanza del fenomeno, la comprensione della sua portata non solo in termini geografici e numerici ma anche nella sua dimensione psico-sociale.
Il progetto “Voglio una scuola che sia libera dal bullismo” o “Progetto SIA”, mira a sostenere i docenti referenti del bullismo e del cyberbullismo, formati attraverso la Piattaforma “ELISA”.
Si è reso necessario, infatti, individuare, gruppi di lavoro, a livello regionale e territoriale, per la gestione e la definizione dei casi di bullismo e cyberbullismo.
Il progetto, finanziato con i fondi del “Piano nazionale prevenzione dei fenomeni bullismo e cyberbullismo”, di cui al DM n.71 del 29 maggio 2019, è stato presentato dall’Istituto “Leonardo da Vinci”, in collaborazione con il  Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia dell’Università di Firenze e EbiCo ONLUS – spin off della stessa Università.
Per la formazione dei dirigenti scolastici, il MI ha promosso il progetto “Diamo voce ai dirigenti scolastici”, finanziato con i fondi della Legge 440/1997, per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa, presentato dal Liceo “Laurana”, in collaborazione con l’Università di Urbino.
Esso si rivolge a tutti i dirigenti scolastici, considerati figure chiave nella prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo.
La formazione è finalizzata alla conoscenza e approfondimento del dettato normativo.
I dirigenti scolastici possono acquisire, inoltre, competenze nell’uso degli strumenti specifici di supporto per intervenire efficacemente, conoscere e mettere in comune esperienze, favorire la costituzione di reti.
Il monitoraggio degli interventi, eseguito attraverso la somministrazione di questionari on-line, destinati ai dirigenti scolastici, ai docenti, agli studenti e alle studentesse, consente l’analisi dei risultati strutturati, la verifica e la valutazione dell’incidenza della preparazione degli insegnanti, relativa ai temi oggetto dell’indagine, sulla riduzione dei casi problematici.
Con precisa nota, il MI ha diramato la “Restituzione Dati Monitoraggio dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo nelle scuole Italiane a cura della Piattaforma ELISA a.s. 2020-21 e Avvio Iscrizioni Piattaforma ELISA a.s. 2021-22”. https://www.piattaformaelisa.it/risultati-monitoraggio-a-s-2020-2021.
Dai risultati ufficiali è emerso il seguente quadro:
-hanno partecipato al monitoraggio 314.500 studenti e studentesse che frequentano 765 scuole statali secondarie di secondo grado (più di un quarto delle scuole statali secondarie di secondo grado italiane)
-hanno partecipato 46.250 docenti afferenti a 1.849 istituti scolastici statali (più di un quarto delle scuole statali primarie e secondarie di primo e secondo grado)
Gli episodi di prepotenza tra pari sono un fenomeno che coinvolge un numero considerevole di studenti e di studentesse, soprattutto nelle modalità faccia a faccia.
-il 22,3% degli studenti e delle studentesse delle scuole secondarie di secondo grado è stato vittima di bullismo da parte dei pari (19,4% in modo occasionale e 2,9% in modo sistematico)
-il 18,2% ha preso parte attivamente a episodi di bullismo verso un compagno o una compagna (16,6% in modo occasionale e 1,6% in modo sistematico)
-l’8,4% ha subito episodi di cyberbullismo (7,4% in modo occasionale e 1% in modo sistematico)
-il 7% ha preso parte attivamente a episodi di cyberbullismo (6,1% in modo occasionale e 0,9% in modo sistematico).
È presente una percentuale non trascurabile di studenti e di studentesse che subisce atti di bullismo basati sul pregiudizio:
-il 7% risulta aver subito prepotenze a causa del proprio background etnico (5,5% occasionale e 1,5% sistematico)
-il 6,4% risulta aver subito prepotenze di tipo omofobico (5% occasionale e 1,4% sistematico)
-il 5,4% risulta aver subito prepotenze per una propria disabilità (4,2% occasionale e 1,2% sistematico).
Il progetto “Cambia…menti”. Per prevenire la dispersione scolastica, realizzato all’interno del Polo Liceale di Rossano
Il costante aumento del tasso di abbandono e di dispersione scolastica, soprattutto nella fase adolescenziale, rende necessaria e urgente una piattaforma di interventi, finalizzati a programmare e realizzare azioni mirate per prevenire e contrastare situazioni e comportamenti devianti, incidendo sulle cause che li determinano e le conseguenze che essi generano.
I fenomeni del bullismo e del cyberbullismo si inseriscono in questi processi. Essi concorrono alla formazione di atteggiamenti oppositivi, di rinuncia a continuare un percorso educativo e formativo in un contesto, la comunità scolastica, percepita come ostile, frustrante e minacciosa.
Il Progetto “Cambia…menti”, (Autorizzazione MIUR Prot. n. 1370 del 24/02/2016), realizzato nel Polo Liceale di Rossano, è stato inserito nel “Piano nazionale per il potenziamento dell’orientamento e contrasto alla dispersione scolastica”.
Esso rappresenta un valido esempio di intervento integrato, per la formazione e la realizzazione di azioni strategiche, per prevenire e contrastare i fenomeni devianti all’interno della comunità scolastica.
Il progetto si è caratterizzato per le azioni di sensibilizzazione e formazione degli attori chiave e dei beneficiari diretti e indiretti all’interno del territorio, al fine di sviluppare community di apprendimento e di co-progettare interventi efficaci di prevenzione della dispersione scolastica. Si è favorito, infatti, il coinvolgimento di tutte le componenti della comunità: docenti, autorità locali e altri duty bearers che hanno l’obbligo di promuovere l’inclusione sociale, gli studenti e le studentesse, i rightsholders, che hanno il diritto di partecipare attivamente alla pianificazione e progettazione del proprio percorso di sviluppo sociale e professionale, gli attori della società civile e gli altri stakeholders a cui spetta il compito di collaborare con entrambi, per facilitare il processo di inserimento socio-professionale dei ragazzi e delle ragazze e rimuovere gli ostacoli esistenti in tal senso.
L’empowerment della comunità’ di apprendimento si è realizzato attraverso l’organizzazione di laboratori formativi e di capacity building dei soggetti appartenenti alla social community di apprendimento (docenti, genitori, associazioni, enti e istituzioni).
I laboratori misti hanno mirato al rafforzamento della comprensione dei reciproci ruoli nei rispettivi contesti, per attuare dinamiche relazionali e strategie educative condivise nel “Patto di corresponsabilità”. Il gruppo di lavoro ha registrato un alto tasso di coinvolgimento attivo di tutti i docenti. Tale ottica ha favorito l’elaborazione di “Unità di Apprendimento” (UdA) conformi alla costruzione di curricoli verticali tra le scuole della rete e sostanziate da attività di valutazione dei processi e dei prodotti. I laboratori dedicati ai docenti, appartenenti ai tre ordini di scuola, hanno avuto come finalità il consolidamento delle conoscenze relative ai rischi e ai segnali della dispersione scolastica, all’individuazione dei casi di disagio degli studenti e delle studentesse, con particolare attenzione ai bisogni specifici. I laboratori dedicati ai genitori hanno fornito indicatori precisi e strumenti di lettura del comportamento e delle caratteristiche dei propri figli, per la identificazione di “situazioni tipo” e  condividere le azioni da intraprendere.
In tale contesto, una particolare valenza ha rivestito la formazione dei docenti su argomenti didattico-pedagogici e metodologici.
L’educazione alle emozioni, per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni devianti, è risultato il tema principale del percorso formativo.
L’esperienza formativa ha consentito ai docenti di approcciarsi alla metodologia laboratoriale attraverso lo studio e l’analisi di situazioni reali per giungere alla soluzione di casi.
La conoscenza del lessico specifico ha favorito una più diretta immersione nelle tematiche affrontate, consentendo di elaborare strumenti per la programmazione disciplinare, improntata al raggiungimento di obiettivi specifici e trasversali nell’ottica del curricolo verticale.
I percorsi strutturati nelle varie discipline si sono ispirati al modello conosciuto come “Educazione razionale emotiva”.
L’analisi metacognitiva ha consentito di riflettere e lavorare sugli stili e sugli approcci metodologici dei docenti, per arrivare a una più chiara consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza nel delicato processo di insegnamento/apprendimento.

 

*Dirigente Scolastica. Relazione presentata il 7 ottobre 2022 al Convegno ANPEC su: Giovani generazioni tra transizione e fragilità. Lo sguardo pedagogico clinico in dialogo con il territorio, tenuto a Milano nella sede della Regione Lombardia.
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