di Guido Pesci
Pedagogista Clinico®

La stesura di queste pagine è stata ispirata dal Reflecting®, una disciplina che è nata dalla necessità di destare e sviluppare nell’uomo un’azione di riscatto contro i fraudolenti tentativi del persuadere e del consigliare, di cui sono piene le pagine di ogni tipo di giornali, riviste e, purtroppo, anche di volumi che vantano scientificità.
In troppi coniugano la parola scritta con l’arte di convincere, si accaniscono sul lettore fino a stabilire per lui quali debbano essere le decisioni più sagge da prendere, lo condizionano e lo subordinano, progettando le vie che deve percorrere, fino a far nascere nella sua mente determinati sentimenti, pensieri e idee come se fossero propri.
Tale modello comportamentale è più che mai utilizzato quando si tratta di esortare, ammonire e guidare i genitori a trovare le soluzioni ritenute più adatte per farli uscire dalla loro triste situazione di incapaci nel saper fare il loro “mestiere”.
Noi siamo convinti che ai genitori non occorre dipendere dai suggeritori del sapere, da chi stabilisce per altri tentando di spingerli ad identificarsi con la loro volontà, perciò ci siamo appellati agli stimoli che possono generare la riflessione e che si alleano per il progresso dell’individuo, lo incitano e lo animano. Occasioni che originano risvegli importanti al punto da consentire alla persona di vincere gli ostacoli e le contraddizioni, mutandoli in gradini ascendenti su cui muovere verso la conquista di più significative intese con gli altri.
La condizione essenziale per ogni esperienza educativa ben condotta, compresa quella del genitore, richiede una ricca esplorazione delle dinamiche fra le componenti della costellazione familiare, e il Reflecting® offre occasioni per scoprire e distinguere le diverse tonalità affettive e i differenti stili di vita, nonché l’opportunità di interrogarsi per conoscere e riconoscere i significati complessi delle modalità con cui le esperienze di ciascuna componente possono averne modellato la personalità attuale.
Il Reflecting® ravvisa nell’individuo la qualità di essere che può progredire e per questo vuole aiutarlo, agevolarlo, destare la sua personalità, attingere alla sua fonte viva di significati e di risorse, fino a fargli acquisire un adeguato stile relazionale e comunicativo.
È un metodo che permette a ciascuno di capire se stesso, di conoscersi meglio, di entrare in contatto con le proprie esigenze, di rafforzare la propria consapevolezza individuale, saper fronteggiare i rischi e le delusioni esistenziali, sviluppare abilità e disponibilità.
Il Reflecting® riconosce al genitore la necessità di idonee sollecitazioni alla riflessione perché possa identificare orientamenti, sviluppare qualità interattive indispensabili al superamento degli ostacoli, scoprire azioni educative utili ad un valido stare assieme con i propri figli.
La riflessione è generalmente favorita dal reflector con sollecitazioni che si avvalgono di adeguate strutture linguistiche, di un ricco paralinguismo, di diversi effetti tonematici, di segnali posturali e prossemici, stimoli suppliti, nel caso in cui si ricorra ad esempio ai dinamismi figurativi come quelli presenti nel testo Il facile mestiere del genitore, con coerenza dai disegni. Questi ultimi, con la loro architettura, sono un esemplare veicolo di comunicazione e di espressione, atto a strutturare ampi processi di interesse e perciò di elaborazione, stati d’animo, emozioni, sentimenti, a formulare esperienze interiori, assumere coscienza e promuovere una seria verifica del proprio modo di essere e dei propri comportamenti. I disegni sono codici informatori alternativi alla parola scritta, adatti ad evitare processi di cristallizzazione del disagio, latori di contenuti espressivi e comunicativi segnico-grafici. Con le loro particolari strutture sintattiche e semantiche sono capaci di veicolare ogni senso e non senso di una relazione.
Tracce chiaroscurali, tratti forti e deboli, immagini dalle diverse rivelazioni mimico-espressive, rappresentano significativi segnali di accoglienza o di allontanamento, di gioia o di tristezza, di calma o di inquietudine che, assai bene, caratterizzano le rappresentazioni concrete di componenti nascoste.
Vedere fissando lo sguardo e rintracciare immagini multiple di oggetti, di forme e persone in movimento significa creare sicuri stimoli che danno vita ad un’atmosfera forte e indescrivibile, suffragata da una infinità di pensieri e di idee. I disegni esprimono tutte le sensazioni provate nel momento della realizzazione, così come una narrazione degli avvenimenti accaduti nel passato.
La ricerca che da tempo è stata condotta da Guido Pesci e Antonio Viviani e presentata nel testo citato de Il facile mestiere del genitore (2008), ha assai bene dimostrato che l’architettura del disegno, quale espressione delle problematiche emotive del soggetto che con essa si rappresenta, può veicolare articolazioni dinamiche del pensiero e del sentimento e generare grandi sollecitazioni alla riflessione. In tal modo, la persona, con lo sguardo fisso sul disegno per il tempo indispensabile per l’esplorazione e l’elaborazione, desiderosa di conoscere e di comprendere, può scegliere di sostare sui particolari o sulla scena totale e vivere emozionalmente quel grafismo che evoca ricordi e informa sui conflitti. Il disegno, a differenza delle stucchevoli lamentele dei libri scritti con i caratteri della lingua, pieni di suggerimenti, consigli e chiacchiere, riesce efficacemente ad offrire ai genitori l’opportunità di riflettere e scoprire e chiarire da soli le inadeguatezze comportamentali che sono all’origine dei contrasti e dei disaccordi. I segni grafici che formano il disegno animano il caleidoscopio di pensieri, creano chiarezza e illuminano la mente in modo da permetterle di fare lettura del diario delle insidie e promuovere l’armonia.
L’occasione di far soffermare il lettore davanti ai disegni è stata offerta da giovani studenti che hanno tradotto graficamente, con scene e personaggi, la loro dimensione esistenziale e il loro dinamismo, le proprie idee e i propri sentimenti, le intese e i conflitti, le emozioni vissute nei vari momenti di vita, trascorsi in età diverse con i genitori. Ne sono nate così storie silenziose, mostrate dai figli al genitore perché sostasse davanti al disegno a riflettere; proiezioni di sé nelle più diverse condizioni relazionali con i membri della costellazione familiare, offerte all’altro, affinché trovi da sé, in quei messaggi che chiedono di essere compresi, un significato per se stesso.
Una esposizione di rapporti interpersonali in cui sono messe in risalto la simpatia, la solidarietà e la cooperazione, come pure la mancanza di coesione, i dissensi e le discordie, e che, sviluppati nel disegno, promuovono in chi lo osserva intense stimolazioni che portano alla comprensione e alla risoluzione dei propri disagi, delle proprie perplessità e dei propri indugi, nonché ad influire sul comportamento con importanti cambiamenti in termini di soddisfazione e di prestazione. Il vedersi rappresentati nelle dinamiche figurative, confrontarsi con le proprie esigenze, rafforza in sé una diversa disponibilità, fino a favorire una crescita personale, lasciando emergere la volontà di condurre azioni in modo più libero e responsabile.
Questi disegni inducono ad ascoltare le richieste dei personaggi recitati, a raccogliere i contenuti elaborativi, ad esplorare le cause del conflitto, per riflettere sul modo in cui risolvere i problemi, fino ad elaborare una soluzione.
Si tratta di disegni rivelatori in cui è riflessa la personalità dei soggetti che vengono ritratti nell’esperienza artistica, immagini che rappresentano avvenimenti di vita, che indicano pensieri e sentimenti, testimoni di agi e disagi nelle intese con i familiari.
Tale rassegna di atteggiamenti e situazioni, di processi interattivi tra i membri della costellazione familiare, soccorrono silenziosamente ciascuno e aiutano ad individuare scelte idonee a generare simpatia e a rendere facile il mestiere di genitore.

[1] Il Reflecting® è una scienza, ispiratrice di nuovi modelli di vita e di pensiero, che studia come aiutare l’individuo a riflettere su di sé utilizzando prevalentemente le proprie risorse personali. Il metodo Reflecting® e la figura del Reflector® sono registrati con marchio comunitario
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