di Marta Mani
Pedagogista Clinico®
Nel quadro epistemologico della Pedagogia Clinica, il corpo è riconosciuto nella sua dimensione di corporeità, intesa non come mera struttura organica o appendice funzionale da addestrare, bensì come dimensione costitutiva e fondativa dell’identità personale. Esso si configura quale luogo originario dell’esperienza, matrice dei processi conoscitivi e ambito privilegiato dell’intervento educativo. In tale prospettiva, la corporeità assume una valenza metodologica centrale attraverso cui promuovere l’espansione del sé, la conoscenza e l’apprendimento, a partire dal movimento e dall’esperienza vissuta.
Gli studi interdisciplinari elaborati da Guido Pesci, fondatore della Pedagogia Clinica quale scienza autonoma, distintiva e transdisciplinare, si fondano sul criterio della globalità, inteso secondo un paradigma sistemico-relazionale. Tale paradigma risponde all’esigenza di considerare la persona come unità complessa inserita in una rete di relazioni caratterizzate da circolarità e interdipendenza. La persona viene dunque interpretata come sistema aperto, in costante interazione con l’ambiente, secondo una logica di co-costruzione e di reciproca influenzabilità.
In questa cornice teorica, il corpo si configura quale mediatore primario della relazione tra soggetto e ambiente. Attraverso la dimensione corporea, la persona agisce, percepisce e attribuisce significato alle esperienze. Il corpo rappresenta, al contempo, archivio della storia individuale e dispositivo espressivo-comunicativo, in cui si intrecciano dimensioni fisio-meccaniche, psico-cinetiche e senso-percettive. Esso costituisce pertanto il luogo in cui si inscrivono i codici originari della comunicazione e dell’affettività.
La distinzione tra “avere un corpo” ed “essere un corpo” rimanda a una prospettiva fenomenologica dell’esperienza, nella quale la corporeità è vissuta come condizione di presenza al mondo (esserci). In tal senso, la Pedagogia Clinica assume il corpo quale fondamento della soggettività e della costruzione del senso dell’esistenza, riconoscendone il ruolo nella strutturazione dell’identità e nella regolazione dei processi affettivi.
Il movimento, inteso come espressione dinamica della vita, rappresenta un elemento cardine nello sviluppo della persona. Ogni esperienza si configura come azione motoria e ogni azione motoria come esperienza significativa. La strutturazione della personalità si realizza, infatti, attraverso il rapporto che il soggetto instaura con il proprio corpo, in termini di consapevolezza, padronanza e capacità di orientamento nello spazio e nel tempo. In tale prospettiva, si evidenzia il principio della coscientizzazione, attraverso il quale il soggetto accede progressivamente a una più articolata conoscenza di sé.
La globalità della persona si esprime come sintesi dinamica di corporeità, intelligenza e affettività, dimensioni interconnesse che si influenzano reciprocamente in un processo evolutivo continuo. L’intervento pedagogico-clinico si orienta pertanto alla promozione di un equilibrio armonico tra tali dimensioni, secondo il principio della dinamogenesi, che riconosce nella stimolazione adeguata la possibilità di attivare nuove energie e nuove organizzazioni funzionali.
In presenza di disarmonie, di difficoltà, l’agire educativo della Pedagogia Clinica si fonda sul riconoscimento della persona come res sacra, portatrice di valore intrinseco e irriducibile. Ne deriva un orientamento metodologico centrato sulla personalizzazione dell’intervento, che tiene conto delle specificità individuali e si basato sul principio dell’educabilità universale, secondo cui ogni soggetto è suscettibile di sviluppo e trasformazione.
Dal punto di vista prassico, l’intervento pedagogico-clinico si articola in una fase preliminare di analisi approfondita della persona, condotta attraverso strumenti osservativi e valutativi specifici, seguita dalla progettazione di percorsi educativi individualizzati. Tale processo si sviluppa secondo una logica di spiralizzazione, che consente una progressiva riorganizzazione delle funzioni attraverso esperienze reiterate, intenzionali e significative.
La corporeità assume, in questo contesto, il ruolo di mediatore privilegiato dell’azione educativa. Il dialogo tonico, il movimento, la postura, il gesto e le dinamiche senso-percettive costituiscono i principali canali attraverso cui si attivano processi di conoscenza, espressione e relazione. L’intervento si orienta alla riattivazione delle funzioni latenti, favorendo il recupero e il potenziamento delle competenze senso-motorie ed affettivo-relazionali.
Il percorso educativo viene strutturato in funzione delle Potenzialità, Abilità e Disponibilità (PAD) del soggetto, secondo un criterio di adeguatezza metodologica che esclude approcci standardizzati e privilegia interventi flessibili e adattivi. Le tecniche pedagogico-cliniche, attraverso la mediazione corporea e simbolica, consentono l’elaborazione dei vissuti emotivi e la trasformazione delle esperienze, anche in assenza di verbalizzazione.
Sono tantissimi i metodi e innumerevoli le tecniche utilizzate nel processo di intervento che, basato su un programma di spiralizzazione corrispondono alle tante sfaccettature della persona per cui non può trascurare alcun aspetto, e ben rispondono alle sue esigenze, soddisfano la conoscenza di sé, l’intenzionalità, le motivazioni, la volontà, promuovono sollievi emotivi con risultati significativi tra le determinanti interne e la casualità. Per questo vengono impegnate tutte le abilità fisiche, cognitive ed emozionali consentendo di sviluppare composizioni organizzative ed espressive conformi alle leggi dell’organismo e del movimento, di favorire abilità organizzativo-motorie, respiratorie e ritmiche, far vivere la persona in sintonia il proprio corpo guidato dal piacere di sentirsi presente per potersi riconoscere e rappresentarsi, per appropriarsi di conoscenze, potenziare le proprie risorse, modulare le espressioni, arricchire lo sviluppo corporeo connesso ad una libera ed armonica coreografia sostenuta da movimenti espressi in sequenze che conciliano memoria e coordinazione, sviluppare capacità di controllo e dominanza del proprio corpo grazie alle quali essa può ridestare sentimenti di piacere e di tranquillità emotiva in grado di generare impulsi di fiducia e di benessere.
Dal metodo Edumovement® ci giungono suggerimenti di esperienze motorie in grado di sostenere lo sviluppo ordinato del corpo, di perfezionare la conoscenza e la padronanza e di perseguirle con il consolidamento dell’equilibrio statico e dinamico, il senso dello spazio e dell’orientamento, del tempo, delle abilità nelle accelerazioni e nei frenaggi, dando ordine ed energia rappresentativa al dinamismo e all’espressione corporea. Si tratta di vivere esperienze di mobilità, di ricerca di assetti posturali, dialoghi corporei che permettono di rintracciare la topografia corporea per la definizione dell’asse e dei semisomi con aggiustamenti al suolo, bilanciamenti in stazione eretta alla ricerca dell’equilibrio statico, di coreografia posturale, di codici gestuali realizzati da un Uomo Geometrico che consentono un equilibrato ordine armonico della centralità, delle geometrie corporee che si espandono in genesi di forme combinate, in compenetrazioni figurali e in variazioni derivate dal Punto Egoico che liberano da ogni impaccio frenante o inibitorio.
Le esperienze tratte dal metodo Musicopedagogia® permettono di aprire nuovi canali di comunicazione attraverso la mediazione non-verbale e corporeo-sonoro-musicale. Viene utilizzata ogni sollecitazione vibrazionale, ritmica e sonora, dal ritmo respiratorio alle emissioni fonetiche e tonematiche accompagnate dalla musica, da drammatizzazioni, da vissuti distensivi; esperienze in cui si lascia spazio alla creatività e all’armonia delle dinamiche emotive attraverso le espressioni segniche accompagnate da ritmi differenti adatte a coniugare il gesto al ritmo, a liberare tensioni, a prestare attenzione a sé, a ridurre le insicurezze scoprendo gradualmente le varie intensità del tatto, della pressione, del ritmo personale utilizzate per “lasciare un segno”, una traccia di sé.
Per rispondere in maniera più specifica sulla corporeità, gli studi transdisciplinari e la sperimentazione in Pedagogia clinica hanno prodotto cinque esclusivi metodi, il BodyWork®, il Touch Ball®, il metodo Discover Project® con la sua duplice modalità, per via indiretta e diretta, e il Trust System®. I metodi BodyWork® e Touch Ball® si affidano al contatto che permette di “leggere”, “sentire” e “rivivere” il corpo, una esplorazione che rende la persona ricettiva, capace di rintracciare quel nutrimento vitale che può favorire il superamento di ogni blocco inibitore, riconiugare ogni proprio segmento della struttura corporea, riconquistare lo schema corporeo fino a raggiungere un’immagine positiva di sé. Il dialogo tattile offerto consente alla persona di scoprire con stupore il proprio spazio corporeo, provare sensazioni interne a sé, confrontarsi con la propria unità cosciente e incosciente, lasciare tracce indelebili e profonde che creano un’espansione della percezione, della conoscenza, della curiosità, e generano desideri e piacere liberando la persona dagli stati di tensione e da dubbi e da incertezze. Il corpo “toccato” con particolari attenzioni e sequenze, e mezzi veicola messaggi idonei ad agire sulle emozioni e sugli stati mentali, un’esperienza soggettiva del corpo che offre alla persona il senso di risiedere pienamente in sé stessa, un contatto che facilita la confidenza, la sicurezza, che libera; un dialogo tattile che, in specie con l’ausilio della palla vibrocromatica che stimola la geologia del corpo, risveglia ogni sensazione tattile e percettiva che conduce al senso di benessere, di piacere e di tranquillità. Per raggiungere la regolazione del tono muscolare la ricerca ha previsto di intervenire sia con un’attività volontaria efficace e coordinata derivata da stimoli contrattivi e decontrattivi del metodo Discover Project® che possono essere agiti per vie dirette e indirette, sia con un’attività passiva del metodo Trust System® realizzata dal Pedagogista Clinico® per mezzo di una mobilizzazione ritmica e monotona, adatta a regolare il tono muscolare e consentire l’acquisizione di una conoscenza e coscienza di Sé. Non trascurando l’impegno per promuovere stati di benessere e di calma interiore e garantire la capacità di mutare gli atteggiamenti di rinuncia e di rassegnazione in atteggiamenti costruttivi e attivi con rinnovate energie efficaci un altro metodo è il Training Esplorativo® che conduce per mezzo di una esplorazione immaginativa ad un rilassamento guidato.
Inoltre, per sviluppare nuove forme di percezione di sé, una nuova immagine di sé e ritrovare volontà, coraggio e determinazione attraverso i canali sensoriali-percettivi, appercettivo corporei ed emozionali-affettivi ci si affida al principio della retroattività del metodo CyberClinica® con dichiarazioni positive indispensabili a stimolare uno stato di fiducia, una nuova forza ergica idonea a far rintracciare entusiasmi e volontà nel raggiungimento di obiettivi. Sono esperienze sensoriali percettive che aiutano un soggetto in «confusione» a ritrovare calma, benessere, serenità e fiducia fino a vivere il proprio «corpo al centro» testimone di equilibrio fisico, psichico e relazionale.
A queste molteplici e differenti promozioni stimolo il Pedagogista Clinico® affida l’eliminazione dei fenomeni critici, l’opportunità di difendersi e prevenire ulteriori aggressioni sollecitando la coesione dinamica fra dimensione somatica e dimensione psichica, ed offrendo alla persona il compimento dei significati e dei significanti della sensorialità con cui si esprimono gli affetti e i sentimenti.
Tutto ciò significa abitare un corpo positivamente fino a renderlo plastico, dialogante e disponibile allo scambio, favorire uno sviluppo motorio e gestuale armonioso, realizzare una positiva presa di coscienza del corpo, assicurare l’evoluzione nella consapevolezza del sé e nella costruzione della propria identità.
L’elaborata analisi dei fatti e dei risultati hanno designato al corpo e alla corporeità in Pedagogia Clinica, una complessa, varia e multiforme modalità di applicazione, fondamentale per il recupero di energie necessarie in modo da accrescere il sollievo dalla sofferenza e disporsi favorevolmente alle lotte di amore e di vita; un insostituibile sistema di azione in aiuto alla persona che fa defluire l’energia, regolare il tono muscolare, recuperare ogni disordinata funzione, riscoprire la flessibilità, liberarsi da ogni stratificazione ansiosa, vincere l’ignoranza che rende schiavi di se stessi e ritrovare la libertà. Questo il processo energetico-comunicativo di personalizzazione, che assegna alla persona la possibilità di scoprire il perfezionamento tra vissuto corporeo e immagine di sé, esprimersi nella propria totalità fino a ricercare e scoprire il piacere e tornare a vivere una vita di gradimento e di godimento.