di Liliana Luccini*

Josè Bleger eminente psicoanalista argentino di indirizzo Kleiniano, nella sua opera Psicologìa de la conducta, afferma che il comportamento è un unità che ha una triplice manifestazione fenomenica, dato che coesiste nell’area mente, nell’area corpo e nell’area mondo esterno, sebbene con un predominio in una di esse. La coesistenza dei comportamenti a volte contraddittori tra di loro genera un conflitto. In qualsiasi area il comportamento si manifesti, è sempre un fenomeno psicologico, sociale, biologico e fisico-chimico allo stesso tempo. Mi riferirò soltanto ai comportamenti conflittuali che sempre richiedono un livello di integrazione. Il comportamento consiste in un insieme di risposte significative emergenti in una determinata situazione e le sue manifestazioni coesistono nelle tre aree, ma possono prevalere in una sola di esse. La reazione .può essere predominante nell’area mente (psicosi, ansia, allucinazioni, paranoia, disturbi del sonno…), nell’area corpo (conversione della problematica a livello fisico), nell’area ambiente (comportamenti di tipo sociale inadeguati alla situazione). Questa predominanza può essere momentanea, successiva o stabilizzarsi in modo più o meno permanente come tratto della personalità; ad esempio le nevrosi possono essere localizzazione in maniera preferenziale nella sfera mente, le malattie nella sfera corpo ed i comportamenti inadeguati nella sfera mondo esterno.
Ci possono essere delle manifestazioni che possono comparire contemporaneamente nella mente, nei corpo e nell’azione, come per esempio la psicosi.
Ogni comportamento in qualsiasi delle tre aree si presenti, richiede di essere integrato a livello psicologico (area mente), a livello biologico (area corpo), a livello sociologico (area mondo esterno). Tutti i fenomeni si relazionano fra di loro e si condizionano reciprocamente. Le manifestazioni nelle tre aree possono essere coincidenti o alternante. Nei predominio alternante, per esempio, l’individuo può reagire con ansia di fronte ad una data situazione (area mente.); in un altro momento questa reazione può essere completamente abbandonata per lasciare ai suo posto tachicardia… (area corpo), oppure possono essere entrambe rimpiazzate da un comportamento instabile in una qualsiasi attività di studio o di lavoro (area ambiente). A volte c’è coincidenza quando le manifestazioni nelle tre aree coesistono e danno luogo ad una stessa reazione (una psicosi che esordisce nelle tre aree). Ci può essere anche contraddizione tra le varie aree del comportamento quando per es. si desidera concorrere ad un colloquio di lavoro (area mente) e nello stesso tempo si arriva dopo l’ora stabilita (area mondo esterno), oppure si sviluppano sintomi somatici che impediscono la realizzazione del desiderio (area corpo).
I comportamenti conflittuali possono essere:
a) concordanti – le tre aree manifestano lo stesso conflitto
b) successivi – un’area sussegue all’altra nella manifestazione del sintomo
c) alternanti – si passa da un’area all’altra modificando la sfera di espressione a seconda delle circostanze
d) contraddittori – non c’è coerenza tra le aree.
La somatizzazione è un fenomeno ricorrente e complesso non sempre facile da identificare anche se ogni organo funzionalmente alterato può essere l’espressione simbolica del conflitto.
La Medicina Tradizionale Cinese può essere utile nel riconoscere la simbologia dell’organo scelto come bersaglio della somatizzazione. La Medicina Tradizionale Cinese, che da millenni studia le manifestazioni della personalità sul piano ontologico – filogenetico e dei suoi rapporti con l’universo rotto, ci offre preziosi punti di riferimento per comprendere più a fondo il concetto di somatizzazione o le manifestazioni del conflitto nell’area corpo.
Per esempio, il fegato viene paragonato ad un generale d’armata perché è in grado di pianificare la vita e di condurla in modo coraggioso e poi grazie agli occhi, organo di senso legato al fegato, di poter vedere in “lontananza”.
Le alterazioni del fegato a livello psicosomatico possono essere una manifestazione simbolica di mancanza di progettualità, di perdita del senso della propria esistenza; nota si è più, per così dire, al timone della propria vita.
La milza rappresenta la capacità di cogliere dall’esperienza e trarne importanti informazioni. In caso di deficit, proposito e pensiero potrebbero risultare indeboliti. Essa è simbolo di trasformazione, i disturbi possono essere conseguenza degli ostacoli che si oppongono al cambiamento.
Il polmone rappresenta la capacità di interiorizzazione e di avere quindi una distinta sensazione della propria attività mentale. La disfunzione polmonare può manifestarsi con tristezza, malinconia e fenomeni di introversione.
Il rene simbolo della memoria ancestrale, rappresenta la volontà che ci permette di raggiungere i nostri obiettivi. I reni in squilibrio energetico possono essere simbolo di paura, angosce, mancanza di volontà, fieno all’azione.
Il cuore è l’imperatore, simbolo delle manifestazioni totali della personalità sia in canapo emotivo che mentale, psicologico ed esistenziale. Un indebolimento del cuore si traduce in alterazioni psichiche quali irritabilità, agitazione, insonnia e disturbi della memoria.
La Medicina Tradizionale Cinese ci offre dunque un vastissimo campo per comprendere a fondo la simbologia insita in ogni somatizzazione. Non è però scopo di questo articolo entrare in modo più approfondito in un sapere millenario e perciò così complesso quale quello orientale.
La finalità è semplicemente quella di portare chiarezza, in parte, sull’ apparente frammentazione manifestata in una somatizzazione, ricordando sempre che, dal punto di vista della psicologia e della Pedagogia Clinica, ogni conflitto è il segnale di un comportamento alterato che richiede un’armonizzazione delle tre aree nelle quali esso si manifesta. È peraltro imprescindibile la coesistenza di un livello di integrazione che non può essere sottovalutato.
Esperienze di visualizzazione
La visualizzazione permette di entrare in contatto con il proprio mondo interiore. Una delle possibilità della visualizzazione è quella di risvegliare la capacità di determinare mutamenti fisiologici esercitando una reale possibilità di miglioramenti. Queste visualizzazioni erano già in uso nell’antica tradizione cinese, indiana e tibetana, lo stesso Jung ne apprezzò la tecnica ed i risultati. I seguenti esercizi di visualizzazione sono ispirati al libro di Gerald Epstein “Guarire con la Visualizzazione” e possono essere ripetuti nel tempo.
Milza: siediti comodamente distenditi in posizione supina in una stanza tranquilla e, se lo desideri, lascia evaporare nell’ambiente, utilizzando una lampada per aromi, alcune essenze – rosa, lavanda, mirto, angelica… – poiché favoriscono lo stato di distensione immaginativa. Scegli comunque la posizione che ti consenta uno stato di rilassamento più lungo; porta le braccia lungo il corpo con il palmo delle mani rivolto verso l’alto, per evitare che sensazioni tattili ti distolgano dalla visualizzazione che stai per eseguire. Tieni le palpebre dolcemente chiuse ed inizia la respirazione circolare: apri leggermente le labbra, rilassa la mandibola e lascia che l’aria entri ed esca attraverso la bocca. Questa respirazione “consapevole” dovrà essere fatta senza sforzo, dolcemente; è più profonda rispetto a quella spontanea, ma serve a renderci più ricettivi. Concentrati per qualche minuto sul ritmo del respiro, lasciando andare ogni tensione e preoccupazione.., immagina di entrare nel tuo corpo e di arrivare alla milza. Vedi te stesso dipingendo sulla milza la faccia sorridente di un pagliaccio, anche tu sorridi guardandolo. La sua bocca si apre e da essa esce una lingua lunga, come un fiume di bianchi linfociti che vedi e senti diffondersi attraverso il sangue in tutte le parti del corpo. Percepisci queste cellule come luce che danza e allontana con i suoi movimenti tutti i sintomi… Apri gli occhi e disegna la milza con la forma simbolica che vuoi darle.
Polmone: ripeti la parte introduttiva dell’esercizio precedente… concentrati per qualche minuto solo sul ritmo del respiro…, ti vedi mentre entri in un antico tempio egizio, ti accorgi che il tempio è costruito secondo lo schema del corpo umano. Saluti il custode all’ingresso, gli chiedi di accompagnarti al luogo corrispondente ai polmoni…arrivi e vedi la zona riempirsi completamente di luce verde che entra dall’alto… vedi e senti i tuoi polmoni espandersi per tutta l’ampiezza della cassa toracica, mentre inspiri…, e quando espiri vedi i polmoni richiudersi mentre espellono l’aria con forza. Mantieni per un po’ questa percezione.., esci dal tempio, saluti il custode, e ti ritrovi qui….quando ti senti pronto, apri gli occhi e, mantenendo il vissuto dentro di te, descrivi le tue sensazioni.
Rene: ripeti la parte introduttiva del primo esercizio.., concentrati per qualche minuto solo sul ritmo del respiro.., ti trovi in una voliera, gli uccelli volano liberamente sopra di te. Poi vedi e percepisci te stesso come un grosso struzzo, l’uccello che non vola …. fai un respiro profondo e immagina che dentro di te si formi un uovo, che piano piano, diventa grandissimo …. ti vedi mentre lo depositi nel nido.., percepisci come lo curi, mentre si sviluppa e cresce, diventando sempre più grosso…, senti i movimenti del tuorlo e il pulcino che sta crescendo nell’uovo. Man mano che cresce, senti i tuoi reni guarire.., realizzi come i tuoi reni stanno guarendo.., apri gli occhi e comunica ogni tua sensazione. Cuore: ripeti la parte introduttiva del primo esercizio.., concentrati per qualche minuto solo sul ritmo del respiro.., immagina di aprire la tua cassa toracica, come se ci fosse una chiusura lampo.., vedi il tuo cuore… lo immagini grande e con alcuni scompartimenti: quello della gioia, è luminoso, bello – quello delle preoccupazioni, delle ferite…dei ricordi non piacevoli è buio. Piano piano, vedi come quella zona buia si trasforma e diventa come un cristallo trasparente che riflette tutti i colori dell’arcobaleno.., ti senti bene, il cuore riacquista le sue dimensioni, lo senti limpido e puro nel petto… richiudi il torace.., apri gli occhi ed esprimi quanto senti di esprimere su questa esperienza.
Fegato: ripeti la parte introduttiva del primo esercizio.., concentrati per qualche minuto solo sul ritmo del respiro.., davanti a te compare il tuo legato, come uno specchio liscio, che riflette le tue frustrazioni, repressioni.., ti immagini mentre con la mano destra cancelli, con un movimento da destra a sinistra le tue difficoltà.., ne ricompaiono altre e tu le cancelli ancora mandandole a sinistra.
Ora il legato compare davanti a te, sempre come uno specchio, ma questa volta liscio, lucido e brillante mentre riflette le tue intuizioni, le tue emozioni positive. Apri gli occhi ed esprimi le tue sensazioni.

*Liliana Luccini. Consulente del Movimento dei Pedagogisti Clinici

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